Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Donne, una parità ancora da conquistare

LA DONNA è sempre di qualcuno. Meglio: è così che la vedono. Ombra di padre, marito, figlio, ancora oggi è difficile accettare che la donna possa non sentirsi soddisfatta e realizzata nel ruolo di moglie e madre. Nella vita quotidiana viene ancora percepita come un essere subordinato, in termini economici e psicologici. Sono tanti gli stereotipi che la accompagnano. I risultati scolastici sono in media migliori di quelli dei maschi? «Certo, sanno stare più tempo sui libri a riflettere e analizzare: fa parte del loro carattere più quieto». Lavorano, ma sono costrette al doppio ruolo, difficile da gestire: «Del resto, sono naturalmente portate al lavoro casalingo, ad aiutare, accudire». Il salario della donna è in media il 23% in meno di quello di un uomo? Perché? Forse i conti li fa meno bene? Se serve al bar, serve un cliente e quattro li manda a casa? Fanno fatica a far carriera, ricoprono pochi ruoli dirigenziali rispetto ai colleghi maschi? «La si vuole proteggere dagli ostacoli della vita». E poi, se viene aggredita dal compagno e denuncia, perché non ottiene giustizia? «Ma perché l’aggressione fa parte del conflitto familiare!». Il dibattito sulla condizione femminile si è affermato soprattutto nel secondo dopoguerra e, in particolare, negli ultimi quarant’anni. Eppure il tema era emerso già dalla fine del Settecento, quando si prese in considerazione la condizione subordinata delle donne. Si trattò però di riflessioni prive di risvolti pratici, che videro la luce nel clima effervescente della Rivoluzione francese. A metà dell’Ottocento, le donne iniziarono a prendere coscienza dei propri diritti: nel Regno Unito nacque il movimento delle suffragette, mirato all’estensione del diritto di voto anche a loro. Attualmente, nei paesi occidentali, il processo di emancipazione femminile può dirsi per lo più concluso, ma talvolta solo dal punto di vista legislativo. Non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto i primi risultati nelle loro battaglie: solo nel 1975 sono state emanate leggi sull’eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, ma si parla di «pari opportunità» come di qualcosa ancora lontano dal realizzarsi. Le battaglie fatte e quelle da fare sono ancora molte. Ancora oggi la questione è critica. In molti paesi le donne lottano, ma la strada è ancora lunga e piena di ostacoli. Intanto, la donna conforta l’amica, culla il figlio, prepara l’arrosto, compila il 730, prepara il borsone del calcetto del marito e … «Ma questa è un’altra storia, è solo multitasking».

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