Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Così il mondo diventa una fiaba

ECCO LA PRIMA inchiesta delle classi prima A e prima B della sculla di Ceregnano. I giovani cronisti sono guidati dalla professoressa Roberta Benedetto. Andiamo a leggere il loro ‘pezzo’ tra usanze, credenze e tradizioni di altri popoli attraverso la fiaba. LO ZAINO diventa un aspirapolvere, le matite colorate si trasformano in frecce magiche e un banco di scuola si tramuta in un pesante masso. Basta soltanto un po’ di fantasia e nell’auditorium della nostra scuola possono prendere vita, di volta in volta, personaggi che abitano castelli, boschi e isole lontane. È la magia delle storie e delle leggende provenienti da vari paesi che noi ragazzi della 1A e 1B della scuola secondaria di primo grado ‘Goldoni’ abbiamo letto e ci siamo divertiti a rappresentare davanti agli altri compagni, al termine del progetto interculturale ‘Il mondo in una fiaba’. Si tratta di un progetto di lettere che aveva lo scopo di farci conoscere usanze, credenze e tradizioni di altri popoli attraverso la fiaba, un genere narrativo di facile comprensione e apprezzato molto da noi ragazzi. Il nostro lavoro, svolto a gruppi di 3 o 4 alunni, durato circa sei settimane, è stato entusiasmante anche perché siamo riusciti a coinvolgere i compagni di origine non italiana che non parlano bene la nostra lingua, ma che in questa occasione sono stati bravissimi a recitare la parte che avevamo dato loro. Nella prima lezione ad ogni gruppo è stato assegnato una nazione o un continente dalle professoresse di italiano: Cina, Inghilterra, Stati Uniti, Africa, Irlanda, Russia, India. Quindi ciascun gruppo ha scelto la fiaba che più gli piaceva di quel paese, utilizzando alcuni siti Internet. Da quel momento è iniziato il lavoro più difficile, ma anche coinvolgente: la drammatizzazione del testo cioè la trasformazione in dialoghi, la scelta dei ruoli e del materiale da procurare e infine le prove. Poi è arrivato il tanto atteso giorno della rappresentazione. Alcuni compagni sono stati davvero creativi perché hanno curato molto bene scenografie e costumi: la corona del re fatta di carta, il libro di antologia che è diventato un giornale, un cappello, parrucca e barba finte, persino una vera canna da pesca prestata da un genitore per trasformarsi nei personaggi che dovevano interpretare. Dopo l’imbarazzo iniziale, tutti i compagni si sono esibiti e il pubblico ha risposto con applausi e tante risate perché alcune storie facevano davvero ridere. La sorpresa è stata vedere come molte storie si assomigliano, anche se provengono da paesi lontani tra loro. Abbiamo scoperto, ad esempio, che della fiaba di Cenerentola esistono 345 versioni e che, a seconda del paese, la scarpetta di cristallo è uno zoccolo d’oro o una scarpa da ginnastica o molte altre cose diverse e al posto della fata c’è una pecora o una palma di datteri. I reporter di Ceregnano

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