Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Uniti contro la violenza alle donne

IN OCCASIONE della giornata Mondiale contro la violenza alle donne celebrata il 25 novembre scorso, gli alunni delle classi terze di Montefiorino e Frassinoro hanno ragionato su cosa vuol dire violenza. Per gli studenti della classe terza della sede di Montefiorino: la violenza coinvolge tutte le donne ed è per questo che non esiste il profilo della donna-tipo che subisce violenza (Anna G.). La violenza sulle donne può essere fisica con calci, pugni,schiaffi...fino alla morte e se le donne non denunciano, questi atti non finiranno mai (Giulio C. Asia G.). Dietro ai femminicidi non c’è follia ma presunzione di superiorità, di dominio, l’idea che «perchè sono un uomo posso permettermelo». Secondo una stima del Telefono Rosa nel 2016 ci sono stati 116 casi in Italia. Negli ultimi 10 anni le vittime sono state 1740 (Rayhana C.). La violenza maschile, detta anche di genere, sulle donne è una violazione dei diritti umani e assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere. Negli ultimi anni i casi sono molto aumentati fino ad arrivare a quasi 1000 femminicidi all’anno; nel 2013 sono state però introdotte leggi e misure cautelari (Virginia B.Anna G.). In tutto il Mondo, almeno una volta nella vita, una donna su tre ha subito violenze (Sara P.). La prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio da parte di persone conosciute (Margherita P.). Secondo l’Istat, oltre 6.788.000 donne hanno subito violenza almeno una volta nella loro vita. 3.466.000 hanno subito stalking e 1.404.000 molestie sul lavoro. (Giacomo G.). Il 10% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni. (Federico). Secondo UN Women 7 donne su 10 sono vittime di maltrattamenti, abusi, stupri, almeno una volta nella vita. (Nicole C. Francesca T. Lorenzo G. Alice V). La maggior parte delle donne vengono violentate a volte anche da parenti o comunque da conoscenti (Cristian C. Prince D.). Bisogna denunciare l’accaduto alle autorità o a persone in grado di aiutarti (Anselmo B.). Gli alunni della sede di Frassinoro, insieme all’amministrazione, hanno partecipato ad un piccolo progetto che prevedeva un incontro in classe con una psicologa per parlare della violenza di genere e il tinteggio, con vernice rossa, di una panchina per ricordare a tutti i frassinoresi che si sedevano di non dimenticare che la violenza sulle donne esiste. Gli alunni riportano: «La psicologa ci ha spiegato che esistono diversi tipi di violenze: sessuali, femminicidi, schiavitù ed altri ancora. Abbiamo avuto modo di capire che cosa provano le persone che subiscono le violenze ma anche coloro che sono presenti: ad esempio i bambini. Ad un certo punto della lezione la psicologa ha introdotto un argomento molto importante relativo alle violenze di genere: il ciclo delle violenze. Si tratta di un procedimento molto complesso che percorre una coppia in un momento violento. Dapprima l’uomo molesta la partner, prima per un periodo indeterminato per poi passare a violenze sempre più frequenti. Dopo un periodo difficile l’uomo ricerca la pace con la compagna: periodo denominato luna di miele. Lei credendo nel compagno accetta le scuse e il processo ricomincia. Al termine della lezione abbiamo potuto constatare come questa lezione sia stata, per noi quattordicenni, molto interessante ed educativa». Gli alunni di 3A e 3B

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