Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Lingua italiana a rischio: colpa dei social

SEMPRE più spesso i giovani di oggi usano un linguaggio, soprattutto nei social network e nelle chat, diverso rispetto a quello della lingua italiana. A quale dizionario fanno riferimento? Forse allo Zingarelli, al Devoto - Oli, al dizionario Treccani o al Mondadori? No, al dizionario dell’#abk! Infatti non si scrivono più le parole, ma si tendono a utilizzare simboli e abbreviazioni per sostituire le varie espressioni. Questo, però, rischia di portare alla quasi disgregazione della lingua italiana. I ragazzi di oggi stanno sempre più utilizzando termini inappropriati nel parlato comune e ciò è molto grave. Ecco, solo per citarne alcuni, gli esempi più comuni: perché (xké, pk), per (x), non (nn), buongiorno (bg), comunque (cmq), niente (nnt), prego (prg), grazie (grz), aspetta (asp). Questo utilizzo della lingua ha come conseguenza la costruzione di frasi che non hanno un senso compiuto, l’errata esposizione nel parlare o l’essere ripetitivi utilizzando espressioni grammaticalmente sbagliate. Inoltre, nell’intensa attività di messaggistica con lo smartphone, la punteggiatura non viene adoperata e le lettere maiuscole, per iniziare una frase o scrivere dei nomi propri, vengono del tutto omesse. Anche le doppie non vengono utilizzate e, cosa ancora più grave, è il non prestare attenzione agli errori che si commettono. Questo fa venire in mente la seguente domanda: perché a scuola si studia la grammatica, ma poi sui telefoni e sui social network non si applicano le regole grammaticali? Con questo non vogliamo dire che non bisogna studiare grammatica, ma l’esatto contrario. I giovani di oggi, purtroppo, ritengono sempre più superflua questa fondamentale materia che invece insegna a relazionarsi e ad esprimersi correttamente. Per risolvere il problema bisognerebbe non farsi influenzare da questo sistema di utilizzo della lingua che si sta sempre più diffondendo, impegnandosi a scrivere correttamente, approfondendo lo studio grammaticale e la giusta coniugazione di tutti i verbi. Come ultimo rimedio, per distaccarsi da queste brutte abitudini, bisognerebbe togliere il correttore automatico dal dispositivo elettronico, in modo da obbligare chi scrive, se vuole evitare pessime figure, a rileggere ciò che ha scritto prima di inviarlo. Pollonara Matteo, Santicchia Leonardo e Usci Lorenzo II B

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