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Harry Shindler, il cacciatore di ricordi

SABATO 27 GENNAIO è stata una mattinata diversa per gli alunni delle classi 3ªD e 3ªE della scuola secondaria di primo grado ‘Cappella’. Si sono infatti recati all’auditorium ‘Tebaldini’ di San Benedetto per partecipare all’evento organizzato dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la Fondazione Libero Bizzarri, per celebrare la ‘Giornata della Memoria’. Ad attenderli c’era un ospite speciale: Harry Shindler, ex soldato inglese che ha combattuto la seconda guerra mondiale in Italia e che oggi si divide tra Roma, dove vive suo figlio, e San Benedetto, di cui è cittadino onorario. Dopo il saluto del sindaco, Pasqualino Piunti, e dell’antropologa, la professoressa Gioia Di Cristofaro Longo, è stato proiettato il documentario «My war is not over – La mia guerra non è finita» di Bruno Bigoni. Il regista ha dipinto in maniera delicata il ritratto del ‘cacciatore di ricordi’ e il suo impegno costante nel dare un volto alle migliaia di militi ignoti che popolano i cimiteri di guerra, dando così la possibilità di riunire, anche solo nella memoria, famiglie divise. TRA I TANTISSIMI casi risolti, quello che ha coinvolto il noto bassista dei Pink Floyd, Roger Flechter Waters, il cui padre, il sottotenente Eric Flechter Waters, era scomparso nello sbarco alleato ad Anzio, nella primavera del 1944. Le ricerche e la caparbietà del signor Shindler hanno permesso di identificare, infatti, il luogo esatto in cui il soldato britannico perse la vita. «Sono stata colpita dalle immagini e dalle riprese relative alla morte dei bambini. Pensare che miei coetanei abbiano vissuto l’esperienza della guerra e che morire sotto i colpi delle granate facesse parte della quotidianità, mi ha lasciata davvero sconvolta»: questa la riflessione di un’alunna presente all’incontro. La testimonianza di Harry Shindler e le sequenze mostrate hanno portato i ragazzi a meditare su questa realtà che hanno sempre considerato lontana e conclusa, ma che in verità hanno scoperto essere tremendamente vicina e nuovamente verificabile se non viene mantenuta viva la memoria di quanto accaduto. «Sono contento di essere qui con voi - ha affermato Harry Shindler -,voi giovani dovete difendere questa libertà. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ora sta a voi portare avanti questo compito molto responsabile».

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