Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Ecco il Consiglio dei ragazzi, dove si prendono le decisioni e s’impara ad ascoltare gli altri

IL CONSIGLIO dei ragazzi è una specie di ‘riunione’ con i propri compagni durante la quale si parla di problemi, si fanno domande e, importantissimo, si prendono decisioni tutti insieme! Il Cdr serve per organizzare un gruppo attraverso il rispetto reciproco. Ci riuniamo nell’aula jolly sedendoci in cerchio per vedersi tutti in volto. Alla fine si vota su come procedere per le questioni all’ordine del giorno come: il chiacchiericcio; il comportamento; la festa di Carnevale; la confusione al cambio d’ora; la scrittura dei compiti sul diario. L’anno scorso abbiamo firmato un contratto per migliorarsi nello studio: rimanere 10 minuti in più sui libri e 10 in meno sui videogiochi. Il Cdr può essere usato anche per l’inclusione: se c’è un nuovo compagno il Consiglio può servire per integrarlo nel gruppo, così noi ci facciamo conoscere meglio mentre lui fa conoscere sé stesso. LA FIGURA più importante è quella del coordinatore che non è un capo: ha il compito di fare parlare tutti. Garantisce il rispetto anche a chi ci mette un po’ di più: ognuno ha il suo spazio e non si deve trattenere, ma dice tutto quello che pensa e non deve vergognarsi. Il coordinatore coordina: concede la parola solo se prima hai ascoltato. Se ci sono tante mani alzate dice: «Giro di parola a partire da…» e da lì uno alla volta interviene dicendo la sua. Il Coordinatore mantiene l’ordine, gestisce le situazioni e tira fuori il meglio di tutti. Dopo la discussione si vota sulla soluzione da seguire. Poi si chiede a due o tre persone di motivare liberamente il loro voto. C’È UN compito più faticoso del coordinatore: il segretario. Il S. ha il compito di: scrivere nel quaderno dei verbali le possibili proposte dei compagni, le decisioni prese nel consiglio, segnare gli assenti e annotare l’orario di inizio e fine dell’incontro. Scrive l’argomento di cui si deve parlare. Vi chiederete come mai si scrive tutto sul verbale. Beh! La risposta è semplice: ogni volta si rileggono gli argomenti e si ritorna a vedere quali decisioni sono state prese. Dice sempre Silvana: «Il più pallido degli inchiostri vale più della più grande memoria!» Il cartellonista serve solo in alcune situazioni. Organizza il cartellone, incolla e scrive con l’aiuto di altri tre amici. L’ultimo costruito aveva il tema dei diritti e dei doveri del Collaboratore di classe. Il coordinatore e il segretario vengono cambiati ogni due consigli attraverso una vera elezione. Scriviamo su un bigliettino il nome di un compagno che ci sembra adatto per quell’incarico, chi ottiene più voti vince. GRAZIE al Cdr ci sentiamo più considerati dai compagni. Quando parliamo, tutti stanno in silenzio e ti ascoltano, ma proprio tutti! Nessuno prova a parlarti sopra: è bello riunirsi come classe. Impariamo a conoscerci, a collaborare. Ci sentiamo grandi e importanti, perché ognuno ha il proprio spazio, è libero di esprimersi senza essere giudicato o criticato. Ogni tanto ci si vergogna di dire ciò che si pensa veramente, ma non bisogna preoccuparsi perché ci sono i compagni che ti aiutano. Ci sentiamo più maturi e autonomi: è bello non avere sempre bisogno di qualcuno più grande, è bello pensare di essere senza nessuno che ci controlli e ci dica che fare. Proviamo una strana sensazione quando invece delle prof è uno di noi che dirige il tutto. Per questo ringraziamo i professori e soprattutto la Prof. Silvana. Impariamo anche ad essere più pazienti, ad ascoltare di più e parlare di meno. In C. si risolvono più punti se si sta in silenzio ad ascoltare: se lo fai potresti avere un’idea da aggiungere anche ascoltando un amico e migliorare la sua. Gabriella: «Tutti quanti impariamo ad ascoltare un pensiero diverso dal nostro». Insomma sentiamo di essere utili agli altri dicendo quello che pensiamo. Mario: «Sono una persona molto importante per il Consiglio, come i miei compagni, perché abbiamo tutti opinioni diverse e ognuno ha un’idea per ogni problema». Giacomo: «Poter prendere decisioni da soli è un modo per imparare ad essere grandi». classe 2ªE

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