Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Antonio e Vasco, vite da sopravvissuti

«MEGLIO uno schiaffo che non rivederti mai più, devi resistere se ti interrogheranno». Questa è una delle drammatiche frasi pronunciate dal padre dei protagonisti del film Un sacchetto di biglie, ambientato a Parigi durante la seconda Guerra Mondiale. Racconta le avventure di due fratelli ebrei costretti, a causa dell’arrivo dei tedeschi, a scappare dal proprio paese. Più volte rischiano di essere scoperti e uccisi, ma rimanendo uniti e con la forza dell’amore fraterno, riescono a superare ogni tipo di ostacolo e difficoltà. Il film ci fa capire al meglio il vero senso della Giornata della Memoria. Il 27 gennaio scorso noi studenti, insieme a quelli di Maiolo e Sant’Agata Feltria, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza commovente di Antonio Buratta sul periodo vissuto nei campi di lavoro di Mauthausen e Saint Valentin. Ogni anno Buratta dopo aver rotto l’emozione iniziale, riesce a trovare nuovi aneddoti per stupire la platea di ragazzi e autorità. Anche Vasco Fucili ha raccontato la guerra a Pennabilli, con gli occhi stupiti di un bambino dodicenne, età in cui visse il dramma dell’occupazione tedesca. Le testimonianze sono state interessanti e forti emotivamente, ci hanno dato la possibilità di riflettere profondamente sul significato della guerra e sulle sue tragiche conseguenze. I bambini delle elementari hanno martellato di domande i testimoni, segno evidente che la commemorazione aveva raggiunto il suo scopo: catturare l’interesse dei giovani perché in futuro possano seguire la strada verso la pace. Noi alunni abbiamo realizzato un cortometraggio che comprendeva una prima parte documentaria sul secondo conflitto in Europa e una seconda dedicata alle vicende più tragiche avvenute nella nostra valle. E’ così che abbiamo voluto celebrare questa giornata, ricordando insieme alla Shoah, le immani tragedie avvenute sulla nostra linea Gotica. Questa zona, sfortunatamente, è stata soggetta a molteplici azioni cruente, tra cui la stragedi Fragheto. La testimonianza recuperata da un vecchio documentario di una donna sopravvissuta a questo piccolo grande olocausto, ha toccato tutti. Le riprese si sono spostate poi sui luoghi commemorativi sparsi per l’alta valle. Lapidi, croci, cippi funebri con pochi fiori secchi celebrano ancora i nostri caduti vittime della barbarie nazi-fascista. Era nostro dovere farli rivivere nella memoria piuttosto che vederli sprofondare in un irreversibile oblìo. Classi III A e III B

Per leggere la pagina clicca qui