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Adolescenza: un passo verso la crescita

LA PAROLA “crescere” ha la stessa radice di “creare” e per noi significa conoscere, imparare e scoprire nuovi aspetti della vita di tutti i giorni. E’ un cambiamento continuo in senso positivo, che si distingue in una crescita fisica e in una mentale. Quella fisica termina intorno ai vent’anni, mentre quella mentale non finisce mai, se ci si mantiene “in allenamento”, cioè si continua a studiare, leggere, ad avere curiosità sul mondo. In questo articolo vorremmo provare a descrivere quello che sentiamo essere, in questo momento, il processo della nostra crescita. Noi di 2ª media siamo appena usciti dalla fanciullezza e ci troviamo nell’adolescenza. Se guardiamo a quando eravamo un po’ più piccoli (magari anche solo allo scorso anno) vediamo che i rapporti di amicizia erano diversi, perché i maschi tendevano a stare con i maschi e viceversa le femmine con le femmine. QUESTA situazione sta cambiando: adesso instauriamo rapporti anche con persone con cui prima non legavamo. In questa età guardiamo le cose in modo diverso, i nostri gusti si modificano e giorno dopo giorno entriamo in contatto con il mondo reale, sentendone a volte il peso. Crescere e sviluppare, infatti, non significa solo aumentare le dimensioni del nostro fisico o modificare il nostro aspetto. Crescere vuol dire anche affrontare problemi e trovarsi di fronte a responsabilità più grandi. Pensiamo più spesso al futuro, ma poi ci rendiamo conto che è strano, perché nessuno di noi sa ancora bene cosa vuole essere da grande, a quale modello di persona vorrebbe somigliare. LA VERITÀ è che siamo in continuo cambiamento. Andiamo avanti e poi torniamo indietro: un giorno ci sentiamo indipendenti e vorremmo stare per conto nostro, un altro sentiamo il bisogno della famiglia. Quando uno pensa solo a chattare con gli amici per organizzare un’uscita in pizzeria, è difficile per lui o lei sopportare dei genitori che magari gli concedono tutto ma poco alla volta. È ancora più difficile avere un fratello o una sorella più piccola che vorrebbe giocare con te ai Lego o con la Barbie, mentre tu hai altro per la testa. In fondo siamo anche la generazione delle scarpe Nike e Adidas, quella che si tinge i capelli, vive di Instagram e Facebook, la generazione dell’Iphone e delle giacche Napapijri. Per questo la nostra paura più grande è quella di non piacerci e di non piacere. Questo perché adesso conta più quello che pensano gli altri, i nostri amici, piuttosto che ciò che pensiamo noi. Abbiamo forse troppa fretta di crescere e cerchiamo di somigliare a chi magari cerca di farci credere di essere più grande di noi. Crescere fisicamente e interiormente è un processo che tutti devono affrontare ed è normale commettere degli errori. L’importante è mantenere la direzione giusta, anche se non si sa bene dove si vuole o può arrivare. Classe II A

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