Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Sguardi di stupore sui monumenti ferraresi

LA MANIFESTAZIONE Monumenti aperti non è nuova nel territorio nazionale: ideata più di vent’anni fa in Sardegna, esprime il connubio tra arte, cultura e storia italiana. In occasione della mostra ferrarese Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese, svoltasi a Palazzo dei Diamanti il 28 e 29 ottobre 2017, i giovanissimi studenti delle scuole della città hanno aderito a questo importante Progetto, dando voce alla meraviglia di monumenti forse poco conosciuti del Seicento ferrarese, in quanto la città è più nota per il periodo rinascimentale. L’itinerario si è snodato dalla mostra a Palazzo dei Diamanti, attraverso il Castello Estense, le chiese di San Francesco e Santa Francesca Romana, Palazzo Bonacossi, l’Oratorio dell’Annunziata, la Basilica di Santa Maria in Vado e la Basilica di San Giorgio, per toccare due mete abitualmente chiuse al pubblico, le chiese di San Giuliano e San Carlo Borromeo. GLI STUDENTI hanno animato le visite presentando monumenti anche da tempo chiusi al pubblico, anche per via del terremoto del 2012 che ha colpito la nostra città, non solo raccontandone la storia, ma anche teatralizzandola, per renderla più affascinante. Il pubblico ha risposto con entusiasmo a questa iniziativa e, soprattutto, i ragazzi si sono dimostrati più consapevoli nella scoperta della loro città, che nasconde bellezze spesso poco conosciute. Il percorso è stato guidato dallo scrittore Luigi Dal Cin, noto autore di testi molto vicini ai ragazzi e molto apprezzati, che per il primo ciclo della scuola elementare ha avviato un lavoro sull’immaginario, mentre per le classi dei più grandi ha scritto una trama inedita sui dieci monumenti. A loro volta, i laboratori dell’Associazione Ferrara Off hanno offerto a docenti e ragazzi strumenti teatrali per mettersi in gioco davanti al pubblico. Il lavoro è durato mesi: prima lo studio delle opere, poi delle loro particolarità, infine la ricerca di creatività e fantasia per rendere le presentazioni accattivanti. L’esperienza in campo è stata molto appassionante: noi stessi ci siamo stupiti di come riuscissimo a raccontare importanti monumenti ad un folto pubblico. «Padroni di casa e dei nostri monumenti», ha commentato Dal Cin.

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