Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Noi, sopravvissuti al terremoto»

Il 24 agosto del 1016 la scossa che ha devastato Marche, Lazio e Abruzzo

IL 24 AGOSTO del 2016, alle ore 3.33, è successo qualcosa che ha cambiato la vita a molte persone: un terribile terremoto di magnitudo 6 ha devastato l’area fra Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo provocando morti e feriti. L’epicentro era tra Accumoli e Amatrice, in provincia di Rieti; i paesi ora non ci sono più e tante persone sono rimaste sotto le macerie. In pochi minuti sogni, serenità e felicità si sono sgretolati come le case, le chiese e le scuole. I paesi, dopo la lunga scossa, erano isolati e i soccorsi in certi posti sono stati veramente difficili. Tante testimonianze di quei brutti momenti, molti i bambini morti, ma per fortuna tanti che si sono salvati, come Giulia, una bambina di 10 anni che dopo 17 ore è stata estratta viva dalle macerie, e come Leo e Samuele, di 4 e 6 anni, salvati dalla nonna che li ha fatti mettere sotto il letto. Io, invece, quella notte stavo dormendo nel mio letto. Ad un certo punto ho sentito mamma e babbo urlare e ho pensato che ci fosse stato un attacco terroristico, ma poi vedendo il lampadario che si muoveva ho capito che si trattava del terremoto. Siamo subito usciti fuori casa. Avevo il cuore che mi batteva a mille, le mie gambe tremavano, ma il mio pensiero è andato a mio fratello piccolo che dormiva in culla. Sono corso da lui, l’ho abbracciato e l’ho portato fuori con me. Mamma ha iniziato a guardare nel telefonino per vedere dove era stato l’epicentro. Le notizie inizialmente erano poco chiare, il telefono di mamma era pieno di messaggi da tutti i parenti, amici e conoscenti che chiedevano notizie. Abbiamo avuto molta paura, infatti siamo rientrati in casa solo alle 5. Io tremavo come una foglia e non ho chiuso più occhio per il resto della notte. La paura è durata per molti giorni. Anche a scuola ne abbiamo parlato a lungo, ognuno di noi voleva raccontare la propria esperienza, abbiamo fatto anche le prove di evacuazione. Oggi il mio pensiero va ai terremotati, auguro a tutti di ritrovare serenità e forza! Spesso ripenso a quelle persone, soprattutto ai bambini, perché pensare che un ragazzo come me possa vivere un’esperienza così brutta mi rattrista il cuore. Però in tutto questo caos e paura ho visto tanta forza, solidarietà e tante persone che si sono aiutate, il duro lavoro dei volontari e dei vigili del fuoco che hanno rischiato la propria vita per salvarne altre. Spero che una cosa brutta come questa non succeda più. Edoardo Caimmi 2 B