Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

In giro per il borgo di Rubiera

per leggere la pagina clicca qui

LA CLASSE II B della scuola secondaria di primo grado «Enrico Fermi» di Rubiera ha visitato il centro storico del paese. L’esperto Andrea Violi racconta la storia del borgo. Rubiera nasce nel 1200 per volere del Comune di Reggio Emilia che, per salvaguardare l’utilizzo delle acque del Secchia costruisce il castrum, cioè il castello fortificato. Il borgo, al confine fra Modena e Reggio Emilia, è conteso da tali città. Il nome Rubiera deriva dal latino Herberia, ma viene ipotizzata anche un’origine celtica dal quale suffisso «Er» significa in mezzo e «Beria» pianura, perciò Herberia significa «in mezzo alla pianura». Quando venne costruito il borgo fortificato, nuovo e franco, vennero ad abitare 200 famiglie, ma già nel 1700 le famiglie divennero 800. Violi ha mostrato alla classe il palazzo Sacrati, costruito dalla famiglia Boiardo nel ‘300, però nel 1423 vennero cacciati. I Sacrati successivamente la trasformarono, seguendo l’architettura ferrarese dell’epoca, ampliando la struttura e costruendo più piani, al secondo viveva la famiglia. All’inizio del ‘700 furono costruite le scuderie. Una decorazione usata frequentemente per la struttura delle porte era l’arco a sesto acuto, l’altezza delle porte dimostra che le persone erano mediamente più basse. Alcune ciotole in ceramica, custodite nelle teche del primo piano, sono decorate con delle linee che si intrecciano e un cerchio che rappresenta Rubiera, come un borgo sicuro e murato. Nel 1200 viene edificato il Forte, dopo la metà del ’600 per renderlo più funzionale venne modificato. Dal 1700 viene usato come carcere e caserma, qui il 17 ottobre 1822 viene decapitato Don Giuseppe Andreoli, insegnante accusato di essere una spia, tra i primi martiri del Risorgimento italiano. L’Oratorio dell’Annunziata, realizzato nel 1710 (mentrela facciata viene completata nel 1751) presenta un organo e quattro statue che rappresentano pregi e difetti della figura umana. Contiene anche un dipinto di San Rocco, il santo che curò i malati di peste. Si procede alla visita del teatro Herberia, il primo punto dove vengono demolite le mura della fortificazione e il progetto viene completato nel 1920. Nello stesso anno il Forte viene ‘tagliato’ per far passare la Via Emilia. L’ultima tappa è la casa dell’ebreo dove si effettuavano i prestiti. Era chiamata così perché nessun cristiano poteva gestire il banco dei prestiti. La visita al borgo murato si è rivelata particolarmente interessante. Erika Esposito, Rim Faad, Gaia Ferrari , Laura Pachino II B