Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Il sangue è un dono che non si compera

NELL’AULA multimediale del nostro istituto si è tenuto un incontro tra Gabriele Vampa ed Elisabetta Corvino, presidenti delle Avis di Cartoceto e di Montemaggiore, e i ragazzi delle classi seconde della scuola secondaria. In questa occasione si è parlato di come è organizzata e di cosa si occupa l’Avis, dell’importanza del sangue e della nascita di questa associazione. Prima di tutto è stato detto che Avis è l’acronimo di Associazione volontaria italiana sangue. Questa società è stata creata il 16 febbraio 1927 a Milano dal medico Vittorio Formentano che nel 1926 lanciò un appello per costituire un gruppo di volontariato del sangue. Inizialmente riuscì a radunare diciassette persone che mano a mano aumentarono fino ad arrivare a oggi a più di un milione e settecentomila persone operando a livello nazionale. IN BASE all’importanza e alla suddivisione di queste associazioni, esse si dicono: Avis nazionale che comprende tutta Italia, Avis regionale che comprende la singola regione, Avis provinciale che comprende la provincia (divise in trentasette sezioni). Infine, ma non meno importanti c’è l’Avis comunale che comprende il comune: in tutta Italia ce ne sono 4.620, tra cui quelle di Pesaro e Urbino che sono 38. Per capire l’importanza di quello che fece Formentano bisogna ricordare un evento scientifico importantissimo: nel 1917 lo scienziato Karl Landerstein aveva scoperto l’iso-agglutinazione ovvero l’agglutinazione tra siero sanguigno e l’emazie di due soggetti, quindi la possibilità di “usare” sangue di altre persone per curare chi ne ha bisogno. Gli allievi di questo studioso scoprirono anche i gruppi sanguigni. È stato detto infatti che in base al singolo soggetto, i gruppi sanguigni sono vari. Essi infatti sono classificati a livello internazionale con sigle ma si combinano in modo diverso. Schematicamente il gruppo sanguigno A può donare al gruppo A e AB; il gruppo B dona al gruppo B e AB; il gruppo AB può donare ad AB. Infine c’è il il gruppo 0, diversificato anche nel nome perché può donare a 0, A, B e AB. I DUE rappresentanti dell’Avis hanno illustrato ai ragazzi anche le attività di cui si occupano le associazioni locali ovvero di accogliere dei donatori sani, maggiorenni e con peso maggiore di cinquanta chilogrammi (questi sono i requisiti minimi) che poi offriranno gratuitamente il loro sangue per le persone che ne hanno poco o che stanno male. I donatori vengono seguiti nei controlli annuali gratuiti e le associazioni promuovono iniziative di conoscenza e divulgazione per favorire il gesto di donare sangue. È stato più volte sottolineato infatti che il sangue è sì come un importantissimo farmaco, perché cura e salva delle vite, ma non si può vendere: si può e si deve donare. Classe II C

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