Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Fascino e importanza della biodiversità

LA BIODIVERSITÀ è diventata nell’ultimo millennio una parola magica, forse perché ce n’è sempre meno sulla terra a causa dell’uomo che ne ha abusato. Si è scoperto che la biodiversità rafforza la produttività di qualsiasi ecosistema e la sua perdita contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta i disastri naturali (inondazioni o tempeste tropicali) diminuisce il livello della salute, riduce la disponibilità e la qualità dell’acqua e impoverisce le tradizioni culturali. Qualsiasi specie, dalla più piccola alla più grande, ha un ruolo specifico nell’ecosistema. Prendiamo come esempio il plancton, uno degli esseri pluricellulari più piccoli e unico cibo della balena, che al contrario, è uno degli animali più grandi al mondo. Una più vasta varietà di specie significa una più vasta varietà di colture. La biodiversità fornisce nutrimento (vegetali e animali) fibre per tessuti (cotone, lana ecc.) materie prime per la produzione di energia e base per i medicinali. Gli scienziati non si sono ancora fatti una chiara idea di quante specie, dagli organismi unicellulari alle balene, esistono sulla terra. Diversi studi riportano che il numero delle specie viventi sul pianeta, possa variare da 4 a cento milioni. Solo una parte di esse, però, è attualmente conosciuta. Intanto, la biodiversità continua a perdere pezzi: si stima che ogni giorno scompaiano circa 50 specie viventi. Questo fa ritenere che siamo di fronte a un’estinzione superiore a quella vissuta negli ultimi 65 milioni di anni, persino superiore a quella che ha segnato la fine dei dinosauri. L’ Italia è il Paese europeo che censisce il più alto numero di specie. In particolare, ospita circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali presenti in Europa. Questa ricchezza di biodiversità è però seriamente minacciata. Gli strumenti che possono essere adottati per combattere la perdita di biodiversità sono di tipo indiretto e diretto. Gli interventi indiretti consistono nel controllo delle emissioni di sostanze inquinanti, tutela della qualità delle acque, diminuzione dei consumi e degli sprechi, ricerca di fonti energetiche ‘alternative’ ed ecologiche e limitazione nell’uso di materiali che non riescono ad essere smaltiti dall’ambiente. Gli interventi diretti sono invece quelli con cui si cerca di conservare direttamente le specie e gli ecosistemi, come le aree naturali protette. Classe II A

per leggere la pagina clicca qui