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‘Chiare, fresche e dolci acque’. La nostra scuola in prima linea per difendere l’ambiente

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L’ARTISTA polacco Pawel Kuczynski è l’autore di un’illustrazione satirica, ad una prima occhiata divertente, poi, amara, intitolata ‘Inquinamento industriale’, in cui due operai sono rappresentati intenti a sbiancare il fumo che fuoriesce dalla ciminiera di una fabbrica: simboleggia lo sforzo e la volontà di alcuni uomini per avere un ambiente pulito, depurato da sostanze chimiche e gas nocivi. Dal 5 ottobre scorso, nell’Istituto comprensivo di Forlimpopoli, questa stessa volontà si è concretizzata in un progetto: ‘A scuola bevo H2O’, sostenuto dal Comune, dall’Istituto comprensivo E. Rosetti e da Romagna Acque Spa. Sei erogatori di acqua microfiltrata sono stati installati nei tre plessi scolastici e ben 1.100 borracce in acciaio inox da 0,5 litri sono state distribuite a tutti gli studenti. È un’iniziativa, a nostro avviso, rivoluzionaria, che contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico dovuto alla produzione, al trasporto e allo smaltimento delle bottiglie di plastica, promuovendo l’educazione allo sviluppo sostenibile. Tutto si traduce anche in un interessante risparmio economico e in un beneficio per la salute, se consideriamo che, in condizioni normali, il fabbisogno di acqua di un ragazzo è molto più alto di quello di un adulto e che seguire una corretta idratazione è alla base di una buona educazione alimentare. È stato stimato che, grazie a questo progetto, in un anno si potrebbero risparmiare fino a 2.640 litri d’acqua e 2,7 tonnellate di rifiuti plastici. L’ACQUA che viene erogata dai distributori proviene dalla vicina diga di Ridracoli, uno sbarramento artificiale del fiume Bidente che rifornisce circa un milione di persone in tutta la Romagna. Per capire meglio come si è sviluppato il progetto, abbiamo rivolto alcune domande all’assessore all’ambiente del comune di Forlimpopoli Gian Matteo Peperoni. Com’è nata l’idea di questo progetto? «L’idea, abbastanza vecchia - vedi le case dell’acqua (moderne fontane installate in tanti comuni della Romagna per l’erogazione di acqua pubblica, liscia o gassata, a temperatura ambiente o refrigerata [N.D.R]) - e il progetto erano contenuti in un documento approvato nel 2010. Il progetto attuale nelle scuole nasce dalla domanda: ‘Come facciamo a diminuire lo spreco?’; così, si è pensato di partire dai cittadini di domani, i nostri alunni. Dato che Forlimpopoli rientra tra i comuni cosiddetti virtuosi, la Regione ha fornito un budget da usare per ridurre ulteriormente lo spreco». È stato difficile realizzare il progetto? «Non è stato molto facile, dato che l’ufficio ambiente è formato da una sola persona ma, come vedete, ce l’abbiamo fatta! Il più è stato scegliere i partner e le ditte produttrici per le bottiglie e gli erogatori, soprattutto per tentare di ridurre i costi di gestione. Ci sono voluti, più o meno, otto mesi». Siete soddisfatti del risultato? «Siamo molto soddisfatti del lavoro! Fra l’altro, aspettiamo i dati per il conteggio dei litri d’acqua utilizzati e della plastica risparmiata, così potremo sapere quanto il progetto è servito allo scopo per cui è stato ideato». Questa iniziativa è stata accolta molto positivamente dagli alunni e dalle loro famiglie, e ciò conferma la sensibilità dei forlimpopolesi e della scuola verso i temi della salvaguardia dell’ambiente e della lotta allo spreco. Ricordiamo che l’acqua è una risorsa preziosa ed esauribile, che andrebbe sempre tutelata; insegnare a inquinare meno alle nuove generazioni, anche in modo ‘accattivante’ con gli erogatori installati a scuola, è un importante passo. Siamo ‘nativi ambientali’, come ha amato definirci la nostra dirigente Valentina Biguzzi: vogliamo crescere in una società dove le buone pratiche ambientali siano totalmente naturali e istintive. Ci sentiamo protagonisti della lotta contro l’inquinamento e lo spreco e, da oggi, ancora di più, cittadini responsabili e… idratati. classe 2ªF