Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Baby gang, bulli sempre più violenti

SEMPRE più frequenti sono gli atti di violenza gratuita e vandalismo compiuti da gruppi di adolescenti. Sono le cosiddette ‘baby gang’, formate da ragazzi, per lo più minorenni, che agiscono in maniera imprevedibile, con violenza e lucido cinismo, senza nessuna paura e, soprattutto, senza ‘motivazioni’. Nei casi più gravi, sempre più frequenti, queste bande spacciano droghe, commettono estorsioni, rapine, addirittura omicidi. PER DARSI un codice di appartenenza questi giovani utilizzano segni distintivi, tatuaggi o capi di vestiario uguali. Ciò che rende il fenomeno ancora più preoccupante è che questi ragazzi non provengono più solo da ambienti disagiati, ma anche da famiglie facoltose che possono garantire ai figli un’istruzione. Gli appartenenti al branco, in Italia come in Europa, si ispirano alle gang che da decenni infestano le metropoli del Nord e del Centro America. Spietati e in possesso di armi automatiche, hanno rituali di iniziazione che prevedono perfino l’omicidio. Hanno anche adottato le medesime tecniche paramilitari, soprattutto la guerriglia urbana, assai efficace perché è difficile prevedere i bersagli che i giovani colpiranno. A Napoli una banda di ragazzini ha recentemente aggredito due adolescenti. Questi hanno chiesto aiuto, ma gli adulti che erano nei pressi non sono riusciti a soccorrerli. Gli aggressori attaccavano in ordine sparso, senza logiche prevedibili. Il fenomeno coinvolge ogni strato sociale e culturale: spesso i ragazzi arrestati affermano di aver agito per noia o per emulare i violentissimi videogiochi cui dedicano lunghissime sedute, ritrovandosi poi svuotati o in preda a una rabbia ingestibile. I MASS MEDIA, poi, dovrebbero evitare di proporre tanta violenza rappresentando i delinquenti come ‘eroi’ e creando fraintendimenti sui giusti valori e sulla legalità. Nonostante sui giornali si legga con frequenza di episodi avvenuti a Napoli, è sbagliato pensare che il fenomeno sia circoscritto a quella città: in tutta Italia si registrano aggressioni di giovanissimi che si ‘esprimono’ con violenza gratuita e feroce. Lo sport può fornire possibili alternative alla mancanza di valori e di impegno, come dimostrano le tante iniziative fondate e gestite da campioni sportivi che mettono entusiasmo ed esperienza al servizio del disagio giovanile. A tal riguardo, l’incontro con Patrizio Oliva è stato per noi molto importante. Beatrice Ballerini Puviani, Maria Luce Caneva, Parker Gil Freeman, Maria Beatrice Rizzoli Fontanesi, Clotilde Sandrelli

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