Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Tutti sulla strada della musica dell’anima

DA ALCUNI anni la nostra scuola, ‘T.Bonati’ di Ferrara, si fregia di avere nel corpo docenti, il musicista e compositore Antonio Rolfini e la nostra classe non ha voluto perdere l’occasione di intervistarlo e di giocarsi la carta migliore! Alle nostre domande ha sempre risposto con estrema cortesia e disponibilità, doti che gli sono molto congeniali, ragion per cui viene stimato moltissimo quale persona molto sensibile e attenta ai bisogni degli studenti. Ci ha raccontato del suo rapporto iniziale con la musica, di quando, fin da bambino, avesse sentito il bisogno di creare. «Avevo come insegnante una maestra anziana, ma molto brava» ci ha confidato, aggiungendo «Avevo appena 11 anni». Ci ha spiegato di quanto fosse importante, per un artista, raggiungere al più presto un proprio stile, che manifesti una parte di se stesso, tale da poter essere condiviso da un pubblico sempre più vasto; che quando si suona, è fondamentale provare per sé, emozione, perché se ciò non avviene, neanche il pubblico ne resta emotivamente coinvolto. DIVERSE sono tuttora le sue fonti di ispirazione; infatti la sua ultima composizione risente anche della musica elettronica ed acustica; mentre tutte le esperienze fatte nel vasto panorama musicale, lo hanno portato oggi a fare un bilancio positivo della sua attività, raccogliendo grandi soddisfazioni sia a livello personale che come pubblico. Alla nostra domanda se si provi timore ancora oggi nell’affrontare un concerto, ci ha risposto senza esitazione che la paura c’è e che è importante che ci sia, ma che bisogna solo imparare a conviverci in modo costruttivo e responsabile. Ci siamo poi spinti nella sua sfera più intima, che riguarda il rapporto con la sua famiglia e qui il Professor Rolfini non si è affatto risparmiato nell’aprirci il suo lato più prezioso e nascosto. «I miei familiari», ha detto, «Sono sempre stati coinvolti e affascinati nell’ascoltare prima degli altri i brani che compongo; loro mi sono di sostegno e mi spingono a migliorare». «Mi piacerebbe», ha poi aggiunto, «che le mie figlie intraprendessero la strada dell’arte in generale, anche se non necessariamente lo studio del pianoforte».

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