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Pedofilia, è importante ribellarsi

LA PEDOFILIA è un problema che emerge dalla cronaca. La scienza definisce la pedofilia come un impulso sessuale nei confronti di bambini, spesso i pedofili sono stati vittime di abusi durante l’infanzia. A noi ragazzi appare un fenomeno raccapricciante ed assurdo, dal quale possiamo difenderci conoscendolo meglio e trovando la forza e il coraggio di ribellarci. Viviamo immersi nel mondo del web: fare amicizia, parlare, innamorarsi e partecipare alla vita sociale con i propri amici si fa anche attraverso la rete, non sempre considerando quante persone stanno ad osservare quello che facciamo anche con intenzioni perverse. Ci siamo chiesti se la pedofilia sia un fenomeno recente, legato in qualche modo alla diffusione della rete oppure se anche nel passato era praticata. Nella società greca era diffuso il fenomeno della pederastia, la relazione amorosa tra un adulto e un adolescente spesso di natura sessuale tanto che questo tipo di rapporto era considerato lecito se il minore aveva un’età compresa tra i 12 e i 18 anni. Nelle scuole filosofiche e in certi ambienti poetici, a Sparta e ad Atene tra il VI e il IV secolo a. c. era ritenuta una relazione di natura pedagogico-educativa. AL CONTRARIO il legame tra un adulto e un minore era illecito e punito come reato di pedofilia se il ragazzo aveva meno di 12 anni. L’etica greca aveva sviluppato una serie di convenzioni e di riti per regolare il fenomeno, che quindi è da considerare specifico di quella civiltà. Nel mondo romano le relazioni tra adulti e minori hanno assunto la forma di abusi di schiavi, infine nel corso dei secoli successivi, sempre più condannate sul piano morale, hanno continuato ad esistere in forma nascosta. Secondo le disposizioni di legge vigente intrattenere un rapporto di natura intima con un minore da parte di un adulto rientra comunque nel reato di pedofilia ed è perseguibile penalmente. Ora che il fenomeno è di consapevolezza pubblica, noi ragazzi sappiamo da cosa difenderci. Alexandra Bruschi, Elisa Manoni, Federico Paradisi, Emilio Peres, Francesca Tognetti e Muntahay Alkdrawe III B

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