Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Onoriamo sempre i martiri della Shoah»

ECCO la seconda prova del campionato di giornalismo dei giovani cronisti di occhiobello che sono seguiti dalla professoressa Maura Bellinazzi. Andiamo a leggere la loro inchiesta. CORRETTEZZA E CITTADINANZA. In classe abbiamo parlato di comportamenti scorretti in occasione di visite guidate ed eventi commemorativi. Attraverso la Lim, la lavagna luminosa, abbiamo visto un breve estratto relativo al film ‘Austerlitz’ del regista ungherese Sergey Loznitsa. Il video ritraeva i turisti ad Auschwitz che, oltre a visitare il campo di concentramento, oramai diventato il museo monumentale della Shoah, si fotografavano ripetutamente con cellulari all’ingresso. Qui si trova l’insegna ‘Arbeit macht frei’, ossia il lavoro rende liberi, sotto la quale i visitatori scattavano selfie, senza capire il significato di quelle parole. Si immortalavano per avere un ricordo di quel luogo, nel quale purtroppo attualmente le persone portano poco rispetto. Secondo noi ragazzi questo comportamento, all’interno di luoghi di sterminio e dedicati alla commemorazione, non è assolutamente corretto e maturo nei confronti delle vittime, ebrei e perseguitati in genere. Il messaggio che vogliamo trasmettere, oltre alla celebrazione della memoria è quello di osservare, nell’era degli smartphone, sempre un comportamento adeguato rispetto al luogo in cui ci si trova, soprattutto se si tratta di un campo di sterminio, dove milioni di persone sono state umiliate e hanno perso la vita. Alessandra, Gabriel, Giulia, Simone I cronisti della classe 3A LA NOSTRA Costituzione spegne 70 candeline. Si chiama Costituzione l’insieme delle regole più importanti che stabiliscono come si convive in uno Stato. Piero Calamandrei, uno dei nostri padri costituenti, sosteneva che «La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova, bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità». Calamandrei considerava la Costituzione un impegno da mantenere e da rispettare giorno per giorno. Questo è quello che anche noi pensiamo. Non è solo la Costituzione un impegno da mantenere ma anche molte cose che ci succedono nella quotidianità, anche se meno serie e istituzionali. Per esempio, la scuola ci insegna a vivere con impegno, coinvolgimento e senza superficialità. «La legge è uguale per tutti», è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie;ma quando sia accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l’aiuto di quella ricchezza che egli non ha,allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria» (Calamandrei). I diritti inviolabili citati nell’articolo 2 della Costituzione sono i cosiddetti diritti naturali, come il diritto alla vita e alla libertà personale. Ogni cittadino, oltre ad avere dei diritti, ha anche dei doveri, come il rispetto delle leggi e la difesa della patria. Nell’articolo 3 si afferma l’uguaglianza di tutti i cittadini. La legge è uguale per tutti e tutti hanno gli stessi diritti. Lo Stato, in base al principio di solidarietà deve aiutare le persone e le famiglie. A tutti i cittadini devono essere offerte parti opportunità, lo Stato deve eliminare qualsiasi tipo di ostacolo che impedisca di partecipare alla vita politica, economica e sociale del Paese. L’articolo 4 conferma che tutti i cittadini hanno diritto al lavoro, anche se non sempre è così. Il lavoro è un diritto, perché è uno strumento di sostentamento e di realizzazione personale, ma anche un dovere, a cui ogni individuo contribuisce per lo sviluppo della società. «Chi dice che la maggioranza ha sempre ragione dice una frase di cattivo augurio…il regime parlamentare, a volerlo definire con una formula, non è quello dove la maggioranza ha sempre ragione, ma quello dove sempre hanno diritto di essere discusse le ragioni della minoranza» (Calamandrei). Per noi ragazzi la maggioranza conta, però bisognerebbe integrare anche la minoranza attraverso il confronto. Ad esempio, quando noi siamo in palestra e l’insegnante ci chiede se vogliamo giocare a calcio o a pallavolo e la maggioranza vota calcio, per accontentare tutti lei fa giocare una parte di noi a calcio e l’altra a pallavolo. Questa «legge» la viviamo ogni giorno nella scuola, nella vita sociale. E’ molto importante ascoltare le voci della minoranza. Ettore, Ilenia, Luca, Anna, Giada, Gioia, Mattia, Giorgia, Gilda, Edoardo, Soufiane, Asia, Sara, Lorenzo, Luca R., Alex, Viktor, Alessia, Aurora I cronisti della classe 3A

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