Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Lo sport ci aiuta a crescere. Così impariamo a fare squadra e a raggiungere i nostri obiettivi

LO SPORT, per i giovani, è un’esperienza fondamentale per la crescita. Insegna valori che né la scuola, né la famiglia possono trasmettere, aiuta a superare problemi fisici e psicologici, perché è qualcosa che va oltre il corpo, e come diceva il glorioso pugile afro-americano Muhammad Alì: «I campioni non si fanno nelle palestre, i campioni si fanno con qualcosa che hanno nel profondo, un desiderio, un sogno, una visione», oppure come già dicevano gli antichi romani: «Mens sana in corpore sano» (Mente sana in un corpo sano). Per renderci conto di quanto noi ragazzi nella nostra scuola media siamo appassionati di sport, siamo andati nelle sei classi a chiedere quanti e quali sport praticassero gli alunni. ALLA FINE delle indagini ecco ciò che è risultato: alunni totali = 104; nuoto = 79% (abbiamo tenuto conto del progetto ‘Tutti giù in acqua’ che la nostra scuola ha organizzato anche quest’anno); calcio = 15%; pallavolo = 10%; sci = 29%; karate = 9%; altro = 14%; niente = 11%. Dato che l’argomento ci ha colpito molto, abbiamo intervistato alcuni dei nostri coetanei per capire cosa ha trasmesso a loro il praticare sport. Nicolò ha dichiarato: «Io pratico calcetto e non riesco ad immaginarmi la mia vita senza sport, perché non la sentirei più mia: l’allenamento è una parte di me. Uno degli svantaggi del praticare sport è la perdita di tempo (come forse direbbe qualcuno) che potrei utilizzare per studiare, ma è più forte di me: tra il pallone e il libro di storia proprio non riesco a rifiutare il primo. Ma ci sono anche molti vantaggi nel praticare sport, come lo sfogarsi, il sentirsi liberi dopo una brutta giornata, l’imparare a collaborare, perché calcetto è uno sport di squadra, e a me anche dopo nove anni riesce ancora difficile collaborare con i miei compagni». Anita ha raccontato che oltre allo sci pratica nuoto e che l’allenamento le piace molto e si diverte stando con i suoi amici. Secondo lei lo sport è molto vantaggioso per gli adolescenti, perché riescono a sfogarsi e a creare un bellissimo legame con le persone che compongono la squadra. La sportiva che la ispira particolarmente è Lindsey Vonn (una nota sciatrice americana), perché nonostante il bruttissimo incidente che ha avuto si è saputa rialzare ed ora è più forte di prima. Sempre secondo Anita lo sport è una ‘rappresentazione’ della vita in poco tempo, racchiude le gioie ed i dolori che accompagnano i ragazzi  nelle loro giornate, e che li rendono forti, infatti come dice Seth Godin (scrittore statunitense): «La vita è come lo sci: l’obiettivo non è arrivare in fondo alla collina ma fare un sacco di discese buone prima del tramonto». Lisa, invece, ha raccontato: «Io pratico ginnastica ritmica, ho iniziato da poco e anche se alcuni dicono che la ginnastica ritmica è da ‘bambini’, a me non importa perché le passioni non devono essere condizionate da ciò che pensano gli altri di te. Per me questo sport è tutto ora. Mi piace allenarmi con impegno, tornare a casa ed essere sfinita, con le gambe che tremano e, credetemi, fanno male e non ti senti più le braccia, sì, lo so che la cosa che può venire in mente mentre si prova questo dolore è mollare, ma sarebbe troppo semplice, devo lottare. Non ho paura che vada male, sono un’adolescente, ho una vita intera per provare e riprovare, fino a non riuscire più a tenermi in piedi». ALESSIO ha detto che lui non pratica sport perché preferisce dedicare il suo tempo ai videogiochi e ritiene che dovrebbero diventare degli ‘sport’ ufficiali, dato che servono ottima concentrazione e coordinazione: secondo alcuni di noi questa riflessione è accettabile, secondo altri no. Noi pensiamo che lo sport dia insegnamenti fondamentali e per questo sia necessario nella vita di ogni ragazzo, anche la nostra scuola partecipa a farci ‘crescere’ in questo ambito organizzando ogni anno gare di orienteering o il progetto di sci ‘Tre giorni sulla neve’, in Campigna. Crediamo che la fatica che si fa nel praticarlo ci insegni a vivere e che non sia niente confrontandola con le lezioni e la gratificazione che si prova. Come diceva Pietro Mennea: «La fatica non è mai sprecata: soffri, ma sogni». classe 3ªA

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