Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Cyberbullismo e le vittime della rete

 

A NOI giovani, si sa, piace molto chattare con smartphone e girovagare sui social. Ma nonostante questo sappiamo che non va messo in secondo piano il piacere di guardare negli occhi un amico quando gli si parla. Due occhi che sorridono sono di gran lunga più emozionanti di una valanga di like o faccine sul cellulare. Un contatto fisico ci fa non solo guardare, ma osservare meglio, scoprire veramente le emozioni di chi abbiamo davanti; quelle stesse emozioni celate da chi si nasconde dietro l’anonimato di una tastiera o di un nickname, di chi si costruisce un ruolo, o meglio un profilo che non corrisponde affatto alla realtà. Questo, purtroppo, ha portato a rapporti non più sinceri tra le persone. Basti pensare al cyberbullismo, oramai diffuso nelle chat di giovanissimi come me. Purtroppo in rete finisce di tutto, e a volte quel tutto può rovinare la vita delle vittime. Succede che a nostra insaputa ci filmino o ci scattino una foto, il tutto viene pubblicato in rete e, come se non bastasse, ci scrivono tutto ciò che più può far del male all’anima. La nostra intimità, i nostri difetti o debolezze diventano patrimonio di tutti. Molte persone per questo sono arrivate addirittura a togliersi la vita. E solo perché la superficialità o l’irresponsabilità porta molti adolescenti a sottovalutare le conseguenze dei propri gesti, che tra l’altro potrebbero nuocere a vittima e carnefice. Talvolta gli autori delle riprese, i cyberbulli, si difendono negando tutto o trovando delle scuse. Quando ammettono le proprie colpe affermano scioccamente che stavano solo scherzando. A mio avviso tutto parte dall’educazione impartita dalle famiglie, perché oggigiorno molti genitori si preoccupano più di coprire le bravate dei propri figli che educare bene i figli stessi. A mio parere quando accade qualcosa che ci turba bisognerebbe parlarne subito con qualcuno: un genitore, un insegnante, un adulto di riferimento. Non sempre è facile, ma una volta imboccata la strada giusta tutto risulterà più semplice. Altro consiglio? Ogni tanto sarebbe necessario restare un po’ offline e cercare un contatto diretto con le persone con cui vogliamo condividere il nostro tempo, perché uno sguardo dal vivo o una pacca sulla spalla consolano più di cento sms scaricati dal frasario di Google. Vittoria Alvino II B

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