Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Cosa sarò da grande? Che paura

ABBIAMO PAURA. Paura di scegliere. Paura di sbagliare. Le scelte sono simili a prove e ognuno di noi le supera in modo diverso: c’è chi è più determinato e chi, invece, è più indeciso. Non è facile scegliere cosa fare della propria vita a tredici anni. E’ vero, uno può sapere, più o meno, cosa vorrebbe fare e per cosa potrebbe essere più portato, tuttavia è complesso. Nel giro di poco tempo siamo chiamati ad analizzare il nostro percorso scolastico, le nostre inclinazioni e a proiettarci in un futuro che ci sembra ancora lontano. Entrare, tutto d’un tratto, in un mondo nuovo, così diverso e sconosciuto, ci fa paura. A scuola siamo sempre state abbastanza brave, ma come tutti abbiamo avuto i nostri alti e bassi e abbiamo punti deboli su cui dobbiamo lavorare. La scuola serve anche a questo: a conoscere noi stessi, a renderci consapevoli dei nostri punti di forza, ma soprattutto delle nostre debolezze. Avere consapevolezza di sé è decisivo nella scelta che ci apprestiamo a compiere. Il senso di spaesamento è molto forte, dunque è facile essere influenzati nella scelta della scuola superiore. Innanzitutto potremmo subire i condizionamenti dalle amiche, perché anche se ovviamente è molto allettante l’idea di continuare gli studi con chi hai avuto sempre al tuo fianco, siamo ben consapevoli che non siamo tutti uguali e che a caratteristiche diverse corrispondono percorsi diversi. L’idea di affrontare una nuova avventura da sole ci spaventa, perché sappiamo quanto ci possa aiutare un’amica nei momenti difficili. D’altra parte sappiamo che costruiremo nuove relazioni e nuovi legami, di certo ci impegniamo fin da ora a non trascurare quelli ‘vecchi’, sono troppo preziosi, rappresentano il nostro passato e il nostro presente, sono una parte fondamentale di noi stesse. In questi mesi, accompagnati dagli insegnanti e dai genitori, abbiamo cercato di capire cosa fosse meglio per noi, di approfondire, perché sappiamo che in queste settimane determiniamo una parte del nostro futuro. Il futuro, appunto. Lì si addensano i nostri sogni, i nostri progetti, ma anche i nostri timori e i nostri dubbi. Troppo spesso si pensa che la domanda da porsi al momento della scelta della scuola sia: «Che lavoro mi piacerebbe fare?». A dire il vero la domanda che dovremmo farci dovrebbe essere: «Come voglio crescere?»: perché la scuola è prima di tutto un luogo di formazione e di crescita culturale e crescere, al di là dei nostri timori, è ciò che ci interessa e che ci motiva. Laura Bonini e Alice Dall’Asta, III C