Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Vita nei lager tra vessazioni e violenze

SBALLOTTATI come oggetti, derubati di ogni bene, sottoposti a vessazioni vergognose, i deportati si assottigliavano a mano a mano che passano dai campi di sterminio. Divisi dai nazisti senza un battito di ciglia nelle file di quelli che andavasno al lavoro forzato, da una parte, e alla camera a gas dall’altra. Nelle immagini di una mostra i ragazzi delle scuole Sante Zennaro di Imola hanno ripercorso il viaggio della morte che continuava inesorabile, strappando a ogni deportato il fratello, e via via la madre e la sorella, senza nemmeno il tempo di un ultimo sguardo. I prigionieri avevano alle spalle secoli di fame. Eppure mai si erano confrontati con quella fame feroce descritta nei lager. Tanto più feroce perché del tutto estranea alle carestie e alle catastrofi ‘naturali’. Ma legata esclusivamente ai capricci scellerati dei carnefici. E resa ancora più insopportabile dal quotidiano, straziante, oltraggioso contrasto con quanto quei carnefici avevano a pranzo e a cena sulle tavole loro. I PROFUMI degli spezzatini, delle minestre d’orzo, degli stinchi di maiale che venivano dagli alloggiamenti dei carnefici erano una tortura per chi tentava disperatamente di tirare avanti con una tazza di brodaglia o «quelle rape grattugiate, secche, che gettavano dentro all’acqua bollente». Era una tortura mangiarle, quelle rape: «Perché erano come tanti aghi che mandavi giù, ti grattava la gola, tante volte piangevi... Prima di mangiare piangevi, poi mangiavi, perché sapevi che non c’era altro. tutte queste e altre storie sono state raccontate dai ragazzi della scuola di Sante Zennaro, che per un giorno si sono trasformati in cronisti, raccontando quello che hanno visto. Ecco uno dei loro articolo degli alunni delle classi 2A e 2B della scuola Sante Zennaro, coordinati dalle insegnanti Alessandra Brialdi e Daniela Spiga: VISITA alla mostra ‘Punti di Luce’ In occasione della giornata della memoria siamo andati a vedere la mostra ‘Punti di luce nella Shoah’, allestita alla Biblioteca comunale di Imola. Arrivati là, la nostra professoressa di Storia e Italiano ci ha diviso in gruppi e ci ha introdotto all’ argomento della Mostra spiegandoci cos’è la Shoah. Ci ha poi spiegato che questa Mostra non parlava dei sopravvissuti dei campi ma della vita delle donne all’ interno dei Campi. Il nostro lavora era: leggere velocemente ogni pannello, scegliere un argomento su cui fare la sintesi e poi esporlo alla classe in modo che tutti sapessero un po’ di ogni tematica. Ogni gruppo girava separatamente tra i vari pannelli per leggere velocemente ogni storia. In ognuno di essi c’erano una spiegazione dell’argomento e due storie di sopravvissute. Ognuno aveva un argomento diverso: maternità, amicizia, cibo, amore, resistenza e salvataggio, arte, prendersi cura degli altri e l’essere donna. Dopo, ogni gruppo ha scelto un argomento su cui fare la sintesi e alle 9:30 circa abbiamo iniziato a ritornare verso scuola dove siamo arrivati alle 10. Arrivati a scuola, ogni gruppo ha esposto le motivazioni per cui aveva scelto quell’argomento,ha esposto la sua spiegazione e il riassunto delle due storie. Per esempio il gruppo dell’amicizia ha raccontato la storia di Hilde Grumbaum che suonava il violino e che fu reclutata nell’orchestra giovanile. Lì trovò grandi amiche tra cui Anne Alma che guidava tutta l’orchestra, Hilde invitò molte altre sue amiche a unirsi all’orchestra per salvarsi dai campi di concentramento. Il gruppo di “Resistenza e salvataggio” ci ha raccontatola storia di Fanny Waterman che faceva da tramite tra i bambini Ebrei e le famiglie che volevano prendersene cura, lei non sapeva né chi erano i bambini e neanche a chi li stesse dando ma in questo modo ha salvato molti bambini. Fu anche catturata ma poi riuscì a salvarsi. Gli studenti delle classi 2A e 2B della scuola Sante Zennaro (CONTINUA)

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