Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Si ‘selfie’ chi può: educarsi nell’era digitale

6 DICEMBRE 2017, noi ragazzi della Curzi abbiamo incontrato il dottor Lorenzo Lattanzi, presidente di ‘Aiart Marche’. Un incontro ‘potenzialmente inutile’, se al termine della lezione non fosse cambiato il nostro approccio verso i nuovi media. Cosa sono i neuroni a specchio? Come funziona il cervello? Perché molti dettagli ci sfuggono in un video? Vedere cose ‘interessanti’ o interessarci di cose intelligenti? Siamo liberi di scegliere? Chi usa chi? Siamo noi che usiamo la tecnologia o è essa che usa noi? Queste sono solo alcune delle domande poste. Una risposta che ha colpito è stata: basta guardare tutto da un’altra angolazione. Una pubblicità della Tim, ritirata, concludeva felicemente, e in realtà minacciosamente, ‘Le nuove tecnologie ci stanno dando la libertà di non dover scegliere. Non è meraviglioso?’. Dall’altra parte dello schermo c’è chi monitora i nostri spostamenti su internet: i cookie (i biscotti informatici) si sbriciolano ogni volta che ci muoviamo tra i siti, creando così una scheda della nostra routine di navigazione. Gli esempi visti dimostrano che spesso crediamo a quello che lo schermo trasmette. La via d’uscita sta nel distinguere ciò che è reale da ciò che è manipolato: se modifichiamo il punto di vista, possiamo notare dove nasce l’inganno. Usiamo il telefono per far sapere agli altri quello che facciamo, pensiamo, immaginiamo. Ma in realtà rischiamo di parlare da soli. In rete tutti chiacchierano, molti gridano, qualcuno insulta e minaccia, ma è raro che ci si fermi a riflettere, ad ascoltare. Alla disperata ricerca di aiuto e attenzione, tanti ragazzi si affidano ai Social, come naufraghi che infilano il messaggio nella bottiglia e l’affidano alle onde dell’oceano, fiduciosi che la portino nelle mani di un soccorritore, che però non c’è. La rete non è soltanto un amplificatore: seduce, istiga, rovina. Ma il potere della Rete dipende da noi, dal nostro senso critico, che può anche contribuire a rinnovarla per reinventare tutto, collegare mondi o costruirne di nuovi. Possiamo scegliere se restare da soli o creare un cerchio di amicizia con gli altri. Non dobbiamo perdere di vista i rapporti umani e la socializzazione. Quante volte ci è capitato di vedere persone che, pur le une accanto alle altre, non comunicano perché impegnate ad utilizzare lo smartphone. Il nostro incontro ci ha indicato come diventare cittadini mediali in grado di dosare correttamente la qualità e la quantità dei diversi contenuti.

Per leggere la pagina clicca qui

Per vedere il video relativo clicca qui