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Il trattato di Lisbona e le competenze da sviluppare tra lingue e tecnologia

CI CAPITA di pensare poco all’Unione Europea perché ci sembra che sia un’istituzione lontana che non riguarda noi ragazzi, invece, studiando, abbiamo scoperto che essa ha modificato profondamente il nostro modo di fare scuola, negli ultimi anni. Il trattato di Lisbona, un documento che stabilisce i diritti e doveri fondamentali del cittadino Europeo, firmato il 13 dicembre 2007 a Lisbona, in Portogallo, influisce notevolmente nella nostra vita di studenti perché indica le otto competenze che ogni cittadino europeo deve raggiungere entro la soglia dei sedici anni di età. Con queste indicazioni si vogliono raggiungere due obiettivi, uno collettivo, in quanto individua i saperi che tutti gli europei devono acquisire per poter affrontare le nuove sfide del futuro e per poter essere cittadini consapevoli. L’altro obiettivo è individuale poiché mette ogni cittadino su un piano di parità culturale con gli altri, di qualsiasi paese essi siano. Le competenze-chiave di cittadinanza sono otto e riguardano vari ambiti. IL PRIMO si riferisce alla comunicazione nella madrelingua. Il motto dell’Unione Europea è ‘Uniti nella diversità’ proprio perché la presenza di tante lingue diverse è considerata una grande ricchezza perciò ogni cittadino deve imparare ad esprimere le proprie idee, sia in forma scritta che oralmente, e a interpretare concetti e opinioni partendo proprio dalla lingua madre che, nel nostro caso, è l’italiano. Il secondo ambito riguarda la capacità di comunicare in lingue straniere. Proprio perché ciascun popolo parla la propria lingua è importante conoscere quelle degli altri per poter comunicare con tutti. E’ per questo motivo che noi a scuola studiamo inglese che è la lingua della comunicazione internazionale, ma studiamo anche un’altra lingua tra quelle europee. Il terzo ambito riguarda lo sviluppo delle competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche in modo da saper risolvere i problemi che si incontrano nella vita quotidiana, ma anche per migliorare lo sviluppo della ricerca e trovare nuove soluzioni ai grandi problemi del nostro tempo. La quarta competenza indicata nel Trattato di Lisbona è quella digitale, utile per avere un uso sicuro e consapevole della tecnologia che si evolve velocemente. Il quinto ambito riguarda la capacità di ‘imparare a imparare’. Il sapere è diventato molto ampio ed è impossibile imparare tutto anche perché la conoscenza cambia rapidamente. PER QUESTO motivo noi futuri cittadini d’Europa, a scuola, dobbiamo imparare non solo delle conoscenze ma soprattutto il metodo per saper ricercare, aggiornarci e per poter continuare ad imparare, anche dopo aver finito gli studi. Il sesto ambito riguarda lo sviluppo delle competenze sociali e civiche che sono importanti per poter essere capaci di costruire un’Europa basata sulla solidarietà e l’uguaglianza. A scuola occorre anche imparare a sviluppare lo spirito di iniziativa e l’imprenditorialità (ed è proprio questo il settimo ambito valorizzato dal Trattato) per poter portare il proprio contributo al miglioramento della società e per vincere le sfide future. L’ottava competenza da sviluppare riguarda la consapevolezza dell’importanza della protezione dei beni artistici e ambientali. I paesi dell’Europa, infatti, sono ricchi di storia, di opere d’arte e di una bella biodiversità che devono essere conosciute, amate e protette da tutti i cittadini. Tutti questi otto ambiti sono importanti perché rendono gli studi di ciascun cittadino al pari di quelli di tutti gli altri studenti d’Europa e questo ci mette nella stessa condizione di poter lavorare alla pari, in qualsiasi paese decideremo di stare, ma ci dà anche la possibilità di costruire un’Europa più unita e più forte. Il raggiungimento delle competenze di ogni studente deve essere controllato da ciascuno degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea. In Italia questo compito viene svolto annualmente dall’Istituto che sottopone noi studenti alle Prove Invalsi. Queste sono dei test per valutare l’apprendimento di ciò che si è studiato, per confrontarlo con il livello raggiunto dagli studenti degli altri stati europei e rimanere al passo con essi. classe 2ªD

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