Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Discovering… Museo Civico

LA NOSTRA scuola realizza molti percorsi in sinergia con i Musei Civici di Correggio, di approfondimento storico, geografico e culturale. Questo per rendere più tangibile e completo il valore degli studi umanistici, ma anche per cogliere la ricchezza e bellezza del patrimonio storico-artistico italiano, a partire da quello locale. Nel corso di questi tre anni abbiamo incontrato varie volte il direttore del Museo Civico Il Correggio, Gabriele Fabbrici, in classe. Questa volta abbiamo deciso di andare noi a intervistarlo nel suo ufficio a Palazzo dei Principi. Qual è l’afflusso e l’età media delle persone che si presentano in Museo? «L’afflusso è principalmente di origine non correggese, con una frequenza di turisti stranieri in continuo aumento. L’età è, invece, prevalentemente media e media è anche la preparazione culturale dei visitatori. Le visite guidate sono richieste anche al di fuori dell’orario d’apertura. Per esempio, nei giorni feriali è possibile domandare un’apertura straordinaria. Appunto per questo motivo le persone che capitano a Correggio chiedono molto spesso del Museo ed è stato possibile vedere un incremento delle entrate». Consiglierebbe il suo percorso di studi, cioè Laurea in Storia indirizzo Medioevale? «Sì, ma in linea teorica no. Ciò che consiglio è l’ambito umanistico dei beni culturali, dato che segue più approfonditamente gli studi che utilizzo all’interno del mio lavoro. Altrettanto, però, devo dire che questi ultimi tempi non sono stati particolarmente lucenti per il patrimonio culturale italiano, dato che non è stato sempre possibile raggiungere obiettivi pieni di valorizzazione. L’impegno nel promuovere e far conoscere i nostri musei c’è, ma potrebbe essere maggiore e questo, ovviamente, lo dico non dal punto di vista comunale, ma statale». Fabbrici quanti e quali progetti ha seguito e seguirà? «Allora, faccio molta fatica a ricordarmeli tutti, ma tra mostre e eventi, escludendo i progetti con le scuole e altri enti, arriveremmo ad un numero che si aggira intorno ai 220-230. Noi come museo promuoviamo eventi grandi e piccoli in tutto il palazzo: tenendo conto del piano terra, del museo e della sala principale, abbiamo almeno tre ambienti utilizzabili in cui poter allestire. Sta di fatto che sono molto fiero di un evento per il quinto centenario della Camera di San Paolo, dipinta dal Correggio, e curato dal nostro museo. Sinceramente stare a contatto con gli artisti, con gli specialisti e anche con il pubblico è la parte di lavoro che preferisco, anche se, per via della continua burocratizzazione delle cose, sta diventando difficoltoso gestire gli eventi». Alberto Vezzani, Elia Ori, Paola La Corte, Micaela Jabbir, Matilde Lazzaretti, Emma Veroni III C

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