Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Gli studenti: «Nelle favole c’è la realtà»

C’ERA una volta… Questa frase è l’inizio delle fiabe che tanto piacciono ai bambini, ma che sono un genere apprezzato anche da ragazzi e da adulti. Esse sono racconti fantastici di origine popolare e narrano storie di contadini, mugnai, giovani e belle fanciulle che ci presentano sovrani e ricchi mercanti «a modo loro». Non ci sono luoghi precisi né un tempo ben definito; l’elemento magico è sempre presente e arricchisce la storia con immagini meravigliose ed incantate. Le fiabe hanno origini antiche, all’inizio erano tramandate oralmente poi, nell’Ottocento, sono state raccolte e messe per iscritto da autori famosi come i fratelli Grimm e H. C. Andersen. I racconti arrivati fino a noi sono tantissimi e provengono da molte parti del mondo, ma tutte narrano fatti di vita quotidiana, dove uno gnomo o una fatina ci prendono per mano e ci fanno viaggiare in mondi magici per cercare un tesoro o per sfuggire dalla cattiveria di una strega o per raggiungere un castello. Le «prove» che i protagonisti devono affrontare durante il loro percorso sono difficili e ostacolate da nemici cattivi. Fortunatamente, spesso, hanno l’aiuto e il sostegno di amici benevoli che danno consigli e buoni informazioni per raggiungere il traguardo. In Italia, tra gli autori di fiabe, uno dei più famosi è Italo Calvino (1923-1985), il quale scrive una raccolta di racconti intitolata Fiabe Italiane (1956). Nella premessa di questa opera egli afferma che «le fiabe sono vere». Quando in classe abbiamo letto questa affermazione abbiamo riso perché non eravamo d’accordo. Come può essere vera una storia dove una rana si trasforma in principessa o dove una zucca diventa una carrozza, solo per dirne un paio? Poi abbiamo riflettuto, abbiamo discusso e alla fine abbiamo deciso che le fiabe sono vere. E ogni giorno viviamo situazioni o assistiamo a fatti che ci potrebbero ricondurre al mondo delle fiabe. Le sorellastre di Cenerentola le ritroviamo nelle dispettose ragazzine «bulle» che offendono ed emarginano la compagna di classe perché magari è più bella o più brava di loro. Il re cattivo e prepotente lo ritroviamo in quei personaggi di oggi che sono tutti tesi ad «apparire» e che pensano che possedere cellulari alla moda o motorini truccati e veloci sia l’unico modo per essere considerati tosti. I tre porcellini rimandano ad un lavoro operoso e concreto che sfocia poi nella finale solidarietà. La solida casetta di mattoni, non solo resiste agli attacchi del lupo, ma dà riparo ai porcellini più sprovveduti. I fratelli Hansel e Gretel vivono il destino orribile di molti bambini di oggi, vittime di miseria e povertà. Ci sono famiglie che non riescono a sfamare i figli e li abbandonano. Gli orchi di oggi sono i protagonisti crudeli di storie di abusi e violenze. Per fortuna ritroviamo altri personaggi: incontriamo le fatine che sono quelle persone buone e sincere che ci danno consigli e ci sostengono nei momenti difficili; ci fanno comprendere il vero significato dell’amicizia. E nella vita vera c’è anche la magia, ogni volta che con coraggio, costanza e buona volontà, riusciamo a superare gli ostacoli, a raggiungere il nostro obiettivo e che ci permettere di scrivere un bel lieto fine alle nostre avventure di ogni giorno. I D

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