Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Un viaggio in diverse culture al museo interreligioso: «In comune c’è la libertà umana»

«TUTTE le religioni hanno in comune una cosa, il rispetto per la libertà umana». Con questa frase ci è stato introdotto un viaggio attraverso culture e mondi diversi: al museo interreligioso infatti si parla di dialogo fra persone, non fra religioni. Prima di cominciare la visita vera e propria la nostra guida ci ha mostrato un filmato intitolato ‘La strage degli innocenti’, in cui venivano mostrate le facce sofferenti di persone trattate come animali soltanto perchè diversi da ciò che la società considerava ‘normalità’. Ci è stato spiegato il concetto di uguaglianza, cioè riconoscere e conoscere le diversità degli altri e rispettarle, ma ci è stata citata anche la parola ‘omologazione’ cioè il pensiero negativo verso chiunque abbia delle caratteristiche diverse da ciò che appunto viene considerato ‘normale’. A causa di queste diversità ci sono state e persistono tutt’ora numerose battaglie e guerre. PER FAVORIRE il dialogo, la comprensione ed il rispetto e dunque poter pervenire ad una pace duratura, questo museo si propone di presentare ai ragazzi delle medie o a chiunque abbia piacere di approfondire le proprie conoscenze in merito, le tre maggiori religioni monoteiste della Terra: Ebraismo, Cristianesimo, Islam. La nostra guida ci ha fatto notare come tutte e tre queste fedi religiose siano nate nello stesso luogo, il Medio Oriente, in Palestina, con Gerusalemme come capitale sacra e culturale comune. Fondamento comune di tutte e tre è anche la speranza in una salvezza futura e l’amore verso il prossimo: nessuna infatti cita in alcun modo atti di violenza o di odio, anzi, le parole più usate sono state amore, uguaglianza, libertà, rispetto, dialogo. Interessante è stato anche vedere le ricostruzioni dei luoghi di culto ebraici, cristiani e islamici: la sinagoga, la chiesa e la moschea. Gli ebrei, essendo nomadi, erano soliti montare e smontare una tenda adibita a luogo di preghiera, nella quale veniva celata in una stanza l’Arca dell’Alleanza, un sarcofago in cui erano riposte le tavole dei dieci comandamenti ed il bastone sacro di Mosè, unico che poteva accedere alla stanza. La Moschea invece è ricoperta di tappeti perchè la preghiera avviene da scalzi e prevede la genuflessione totale. L’Imam, guida religosa musulmana, chiama prima a raccolta i fedeli con un megafono dal minareto, una torre simile ai campanili delle chiese cristiane e poi guida la preghiera da una sorta di pulpito, anch’esso simile a quello da cui il prete cristiano parla ai fedeli. A noi questa gita ha sollevato diverse riflessioni, in base alla fede che ognuno di noi professa privatamente, in ogni caso è stato interessante scoprire quanto sia la religione ebraica, tanto odiata in passato perchè considerata fede degli ‘uccisori di Cristo’, tanto che si è persino cercato di cancellarla dalla faccia della Terra (e il 27 gennaio è la data dedicata proprio alla memoria del Genocidio degli Ebrei), sia la religione islamica, che tanto timore suscita oggigiorno a causa della mal interpretazione di qualche gruppo estremista, siano in realtà molto più simili e vicine alla religione cristiana di quanto si pensi. La conoscenza ed il rispetto sono fondamentali per riuscire ad instaurare un dialogo con culture diverse dalla nostra, ma in ogni caso strettamente collegate e simili, sia per quanto riguarda le radici storiche delle tre religioni monoteiste, in quanto tutt’e tre di origine abramitiche, sia per le basi filosofiche delle fedi, poichè sono tutte religioni ‘rivelate’, cioè ritengono che Dio si sia rivelato agli uomini nei loro testi sacri. Nel mondo moderno, strettamente connesso e collegato tramite internet, wi-fi e mezzi di comunicazione rapidi, non ci sono ormai più scuse per non conoscere (almeno) le maggiori realtà terrestri, tantopiù che ormai non esistono più confini veri e propri e la nostra generazione si troverà a vivere sempre più senza confini: continuare a fare guerre e ad alimentare l’odio nascondendosi dietro alla scusa della religione non ha dunque più nessuna giustificazione e questo museo è la prova tangibile che siamo tutti più ‘simili’ di quanto pensiamo! classe III D

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