Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Sui social niente è concreto

IN UNA dimensione quotidiana sempre più virtuale, anche i reati si spostano sul web. È una conseguenza sistematica, forse anche logica. E pensare che su Internet alla voce reati possano corrispondere soltanto truffe e pedopornografia è decisamente riduttivo. A queste piaghe, iunfatti, si aggiunge il ‘cyber bullismo’, cioè il bullismo che lascia la strada, l’aula di una scuola, la sala giochi di quartiere, e diventa dati, pixel, post. Si può essere bulli anche su Facebook, via mail, con un sms. Proprio sui social network l’allarme è dilagante: il campo preferito dal cyber bullo è l’ambiente social (come Facebook), dove crea gruppi ad hoc per denigrare la vittima, posta foto con insulti, rende pubblici dati privati. Il tema è molto dibattuto attualmente e uno studente della 3ª scuola secondaria Sante Zennaro, prova a descriverlo: IN PASSATO la conoscenza dei luoghi e delle terre lontane era limitata alle persone che viaggiavano, come i mercanti e gli esploratori. Quando rientravano, raccontavano di mondi lontani, di gente con tradizioni molto diverse che potevano sembrare anche strane e, per certi versi, inverosimili. Quando Cristoforo Colombo ha scoperto l’America, l’Europa è rimasta stupita ed affascinata dal nuovo continente. OGGI a noi questo può sembrare molto strano, perché con un computer possiamo facilmente vedere un’immagine satellitare del mondo, conoscerlo ed entrare in contatto con esso con estrema facilità. Di sicuro la tecnologia ha facilitato molto i contatti fra le persone e attualmente è molto facile scambiare messaggi con persone che si trovano a chilometri di distanza, anche su altri continenti. SEMBRA che le distanze si siano accorciate notevolmente, ma questo sarà veramente un vantaggio? Il fatto di aver diminuito le distanze ha avuto conseguenze positive o negative sui rapporti tra le persone? Spesso capita che, scambiando messaggi su un social network, due persone si trovino in disaccordo su una sciocchezza e inizino subito a scambiarsi offese. Le discussioni degenerano e arrivano a livelli in cui si supera la maleducazione e ogni senso del rispetto nei confronti dell’altro. Spesso sui social accade che alcuni ragazzi vengano presi di mira da dei bulli: la dimensione virtuale rende più semplice offendere perchè non si ha realmente davanti una persona vera. Secondo me, a volte non è solo la vittima che non conosce il bullo, ma spesso è anche il bullo che non si rende conto che sta parlando con una persona reale e questo lo spinge ad agire con più facilità. Un altro aspetto rilevante della comunicazione sui social è che vengono inventate nuove forme di linguaggio ed espressione, come gli emoticon, per cercare di portare il linguaggio virtuale al livello di quello reale, ma credo che questo non sarà mai possibile. In generale penso che la tecnologia abbia avvicinato le persone, ma abbia anche diminuito l’importanza dei rapporti reali e delle persone stesse. Con questo non intendo dire che bisogna completamente isolarsi dal mondo della tecnologia per la comunicazione, ma bisogna bilanciarla con rapporti reali e autentici e che questo possa portare vantaggio a noi stessi e agli altri. Luca Bacchilega classe 3ª A

per leggere la pagina clicca qui