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San Matteo, crudeltà e indifferenza

IL MARTIRIO di San Matteo è stato commissionato a Caravaggio da Mathieu Cointrel, cardinale molto legato al proprio patrono. A chi rivolgersi se non a Caravaggio, il pittore che aveva acquistato immensa fama e che mai nessuno avrebbe saputo imitare? L’opera rappresenta l’istante in cui San Matteo, a un passo dalla morte, supplica il Signore di fermare il braccio del soldato che qualche momento dopo avrebbe spinto la spada tra le carni del Santo. La scena è ferma, ma esprime forte dinamicità: i presenti, inorriditi, sono contorti, sconvolti, alcuni addirittura scappano alla vista del momento fatale. QUASI comunicano disgusto per San Matteo, steso a terra, consapevole del suo destino, e non provano tristezza, o dispiacere. Primo fra gli ‘insensibili’ è il soldato. La luce focalizza la nostra attenzione su San Matteo. E’ immobilizzato, non vi è più modo per lui di sfuggire alla morte; eppure la sua mano destra è tesa, al contrario del corpo ormai stanco, e cerca di afferrare l’estremità di una lunga foglia sorretta da un angelo che apparso sopra l’altare. NON SAPREI dire se la mano, la foglia e la loro vicinanza significhino l’attimo che separa San Matteo dal Paradiso o se simboleggino la speranza di sfuggire alla morte. Il buio dello sfondo è in contrasto con la forte luce dei primi piani, che mette in risalto i protagonisti, e che diventa essa stessa protagonista fondamentale dell’opera. QUESTA LUCE a me sembra provenire da un’alta vetrata della Chiesa in cui è ambientata la scena, è una luce debole, forse la luce del tramonto, perché dove non batte direttamente è subito buio. La luce inoltre mette in evidenza i muscoli e i panneggi, elementi di forza di Caravaggio. L’artista compare sullo sfondo, nel volto di un uomo che spicca nell’ombra. Michelangelo Merisi – questo il vero nome dell’Autore – spesso infatti si autoritraeva nei suoi dipinti. Per me è il suo l’unico volto che davvero esprime dolore per San Matteo. Credo che questo quadro sia inimitabile nelle caratteristiche che presenta, che abbia un forte senso religioso e che comunichi come l’uomo nella Storia si sia spesso dimostrato crudele ed indifferente verso la vita altrui, in contrapposizione con il comandamento divino «ama il prossimo tuo come te stesso». Andrea Epstein 3 D

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