Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

‘Generazione futuro green’, come fare per non sprecare energia. Il pianeta è nelle nostre mani

NIENTE è scontato quando si parla di ambiente: siamo sempre concentrati su ciò che riguarda noi stessi, ma mai sui bisogni della Terra e sulla salvaguardia del pianeta. Questo accade perché le informazioni in nostro possesso sono poche, difficilmente accessibili o trasmesse con messaggi a carattere scientifico e quindi non totalmente comprensibili a buona parte della popolazione. Lo sviluppo sostenibile e la conservazione delle risorse sono tutti fattori con i quali le generazioni a venire dovranno confrontarsi per garantire futuro e prosperità all’ambiente in cui viviamo e, già da adesso, è importante cominciare a rendersi conto della situazione di instabilità in cui versano i territori della Terra dal punto di vista ecologico e ambientalistico. Infatti le attività umane hanno innescato pericolosi meccanismi che, con il tempo, potrebbero alterare i fenomeni meteorologici e il terreno stesso danneggiandolo irreversibilmente. Un mutamento delle condizioni climatiche è già da ora innegabile, ma come fare per evitare un ulteriore peggioramento? Questa è la domanda che l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna si è posta e della quale ha tentato di trovare risposta mediante la creazione del progetto ‘Generazione Futuro Green’ il cui scopo è quello di diffondere, attraverso l’informazione nelle scuole, una nuova sensibilità incidendo in tal modo sugli stili di vita dei cittadini. E’ stata proprio questa la ragione per cui, in una delle prime settimane del mese di ottobre, una coppia di esperti ha allestito e poi presentato il progetto alle classi dell’istituto ‘Silvio Pellico’ ed ‘Enrico Fermi’ di Voltana. In modo cordiale ed esaustivo hanno spiegato il concetto di energia, di come essa sia la capacità di compiere un lavoro e come tutto il mondo la utilizzi costantemente in quanto alla base di tutte le nostre azioni. QUESTE NOZIONI, così basilari e importanti, sono servite per invogliare noi studenti a presentare questo stesso progetto ai nostri genitori e ai concittadini durante la sera del 9 ottobre; alcuni di noi hanno lavorato alla produzione di una piccola relazione scientifica riguardante il corretto utilizzo e il risparmio di energia elettrica, che poi è stata presentata durante la serata, accompagnata dal relativo exibit creato precedentemente da gruppi di volontari coadiuvati dal Fablab di Cotignola e di cui ha fatto parte anche un gruppo di genitori di Voltana. Gli esperimenti spiegati in modo scientifico, ma allo stesso tempo comprensibile a tutti, hanno avuto molta presa su coloro che erano intervenuti e penso che sia proprio questa la forza di tale progetto e cioè stimolare la popolazione a maturare una sensibilità maggiore rispetto alle risorse di cui disponiamo per fare in modo che vengano utilizzate meglio, senza sprechi, ma soprattutto nel rispetto della natura. Il pianeta necessita nel modo più assoluto di continuare a prosperare per migliaia e migliaia di anni; lo scopo di tutti noi è fermare quanto più velocemente possibile quest’implacabile aumento dell’inquinamento, ma non possiamo agire da soli. Non possiamo fermare solo con le nostre mani una crisi ecologica mondiale. Abbiamo bisogno di coalizzarci l’uno con l’altro e affrontare insieme il problema, tentare di far capire anche a coloro che inquinano quanto il loro gesto si riversi sulla salute e sulla vita del pianeta, evitare ogni inutile spreco e non rimanere mai indifferenti di fronte a qualcosa che ci spaventa o che non comprendiamo. Siamo noi giovani, prima di tutti gli altri, a doverci preoccupare per il futuro, senza ignorare la questione solo perché “sarà un problema della popolazione futura, non nostro”. Ebbene, quella popolazione futura comprende anche noi, ed evitare la questione solo perché scomoda non è affatto un gesto maturo. Se cominciassimo da subito ad apportare modifiche che rispettino la Terra adattandole al nostro stile di vita, rimarremmo meravigliati da quanto il cambiamento può fare la differenza. Il futuro è nelle nostre mani, e non dobbiamo avere paura di affrontarlo, ma anzi, sorridergli nel modo più sincero. Sara Guerrini, classe III F

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