Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Morganti, il sarto che salvò gli ebrei

MANCANO pochi giorni alla Shoah, il Giorno della Memoria e noi cronisti della scuola media S. Filomena «vogliamo gettare un seme di speranza», per usare le parole di Cesare Finzi, ricordando Guido Morganti, il sarto di Cattolica che il 20 novembre 2007 ha ricevuto il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni. Fu Morganti a salvare 10 componenti delle famiglie ebree Finzi e Rimini, dalla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Il premio è stato consegnato alla figlia, la signora Bruna, da un rappresentante dell’ambasciata israeliana. Morganti è infatti scomparso nel 1954 a 63 anni. Tutta la storia è raccontata nel libro Qualcuno si è salvato di Moisè Cesare Finzi, uno dei componenti della famiglia aiutato da Guido e dalla moglie Ada. Poco dopo l’8 settembre 1943, Finzi, che allora aveva 13 anni, per evitare di essere catturato, fuggì con la famiglia e quella dello zio materno Giuseppe Rimini. Quella comitiva arrivò a Gabicce e, grazie all’aiuto dell’allora segretario comunale Sgarbi, ottenne nuovi documenti falsi. Ma lì non erano al sicuro, perchè in zona tutti loro erano conosciuti con il vecchio nome. Prima di ripartire per una nuova destinazione, passarono a ritirare le stoffe lasciate al sarto di Cattolica, Guido Morganti, a cui avevano chiesto di confezionare dei cappotti, per poter affrontare la lunga e difficile fuga, con l’inverno alle porte. Mentre si trovavano nella sua bottega, qualcuno di loro involontariamente si fece sfuggire la propria reale identità. Guido avrebbe potuto denunciare alla polizia la presenza di quegli ebrei e ne avrebbe ricavato, secondo le tariffe vigenti, 49 mila lire, somma allora considerevole. Invece non l’ha fatto: ha scelto di essere un uomo. Morganti non ha mai parlato con nessuno del suo gesto, di cui aveva messo al corrente solo la moglie. Il resto della famiglia lo ha saputo dal cugino di Finzi, l’avvocato Cesare Rimini. Figli e nipoti lo ricordano come persona generosa e umile, piena di umanità e Cesare Finzi non ha mai smesso di raccontare di lui. Siamo rimasti colpiti dalla semplicità e dalla grandezza di questi fatti e soprattutto dallo scoprire che quel sarto, quell’eroe, quel giusto è uno della nostra terra. Spesso si pensa che i grandi vivano lontano, dentro le pagine della storia, in alto, irraggiungibili, ma Guido Morganti ci insegna che ciascuno di noi può, se lo vuole, essere un grande, diventare un eroe, un giusto lì dove si trova, nella vita di tutti i giorni, facendo le cose che deve fare. Elisa Plugaru e M.Vittoria Sebastiani III A

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