Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La storia di Veris Mazzani, più forte della poliomelite: «Ho trovato la volontà di riuscire»

VI PRESENTIAMO la storia di Veris Mazzani, babbo, nonno, scrittore che è riuscito ad affrontare la sua malattia nel migliore dei modi. Tutto comincia all’età di 13 anni, quando un vivace ragazzo di Forlì una mattina si sveglia e non riesce più ad alzarsi dal letto, si era ammalato di poliomelite, una malattia molto grave che lo ha colpito alle gambe paralizzandole senza per fortuna perderne la sensibilità. Questo ragazzo, diventato nel 1988 geometra, oggi è un simpatico signore di settant’anni e ha raccontato la sua storia in un libro intitolato ‘Non ho voluto abitare nella stanza accanto’. Appena è arrivato e lo abbiamo visto sulla sedia a rotelle ci siamo sentiti diversi: abbiamo percepito una sensazione strana ma piacevole, di stupore nel vedere una persona così in difficoltà ma felice, ci ha fatto capire che ogni problema, mettendoci un po’ di buona volontà, può essere superato. LA PARTE che ci è piaciuta di più della sua storia è stata quando ha parlato della tecnologia e ha detto che una volta per comunicare con un amico dovevi prendere la bici e pedalare fino a casa sua, ma almeno così te «l’eri guadagnato e l’avevi visto in faccia invece che in una foto profilo di whatsapp». Ci ha raccontato anche vari avvenimenti della sua vita. Per esempio ci ha detto che dopo aver ricevuto le cure necessarie è tornato a casa; tutti i familiari lo andavano a trovare tranne i suoi amici che dopo brevi visite iniziali rimanevano a giocare lasciandolo solo e questa cosa ci ha fatto molto arrabbiare perché gli amici ti devono accettare per quello che sei e non ti devono lasciare solo perché hai qualche difficoltà, ma anzi ti devono aiutare. Molte volte le persone sono meschine davanti a dei portatori di handicap e li prendono in giro perché pensano di essere migliori di loro. Un episodio particolarmente emozionante è stato quello in cui racconta quando era andato allo zoo insieme a sua moglie incinta e tutti i visitatori invece che guardare gli animali, erano affascinati da loro due che camminando si sostenevano l’un l’altro. Su questo abbiamo riflettuto molto perché è una cosa meravigliosa. Secondo noi l’amore non ha limiti e ognuno è libero di amare chi vuole senza discriminazioni e differenze. L’ultimo episodio che vorremmo condividere con voi è stato quando Veris voleva andare a vedere la proiezione di un film nella piazza del Vescovo ma il personale della biglietteria non lo voleva fare entrare perché era a bordo di una specie di strana bicicletta a tre ruote e quindi ha dovuto chiamare un suo amico poliziotto che lo ha aiutato. Il mondo è popolato da persone diverse, ma con gli stessi diritti. Secondo noi Veris è un signore che con il suo coraggio è riuscito a superare la sua malattia, lui non ha voluto abitare nella ‘stanza’ della disabilità, ha voluto affrontare i problemi e non farsi soffocare dalle difficoltà. La sua vita per noi si è realizzata perché è riuscito a sposarsi e avere una figlia e un nipote. Questo uomo è l’esempio di persona che ha dato una visione diversa della vita e la possibilità di guardare il mondo da un’altra prospettiva. Anche i nostri compagni più grandi della classe 3ª B hanno affrontato il tema della disabilità con il progetto ‘Frankestyle’, grazie al quale hanno conosciuto i ragazzi del centro socio-riabilitativo di Meldola. Le loro riflessioni, lette in classe dalla nostra insegnante di Italiano, ci sono servite per capire che le persone disabili sono uniche e irripetibili e che possono avere un riconoscimento nella società e nel mondo del lavoro. «Grazie a tutti voi studenti della 2ªA della scuola Maroncelli». È con questa dedica che Veris ha concluso questa splendida giornata regalandoci emozioni forti, sentimenti profondi e molti insegnamenti. La sua frase «Ho cercato la forza per crederci… Ho trovato la volontà per riuscire…» ci ha insegnato che non bisogna mai abbattersi per quello che succede. Grazie Veris, perché ci hai fatto riflettere su tante cose che per noi sono state nuove. Ora vediamo il mondo con altri occhi e riusciamo a comprendere meglio le persone con una disabilità. classe 2ªA

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