Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

‘Ci voleva Costanza… e ancora ci vuole’

“CI VUOLE… Costanza”. Prima uscita di classe dell’anno scolastico, destinazione: Rocca Costanza. Ecco dove ci ha portato la nostra professoressa di lettere, a tre passi da casa. Come compito dovevamo fare una piccola relazione su questa costruzione, così lo dissi ai miei genitori, che prontamente mi diedero un libro. “Ci vuole Costanza”. Era una raccolta di articoli su Rocca Costanza di mio nonno Sauro, che per tanti anni contribuì come capo redattore al “Resto del Carlino”. Iniziai a sfogliarlo con cura, o meglio dire costanza. CI VOLLERO trent’anni per costruirla e trent’anni per cercare di recuperarla. La prima pietra venne posta nel 1474, e finalmente dopo secoli di funzione carceraria, l’operazione di recupero per destinarla a più degne attività civili, iniziò nel 1964. Diede una mano alla progettazione anche Leonardo Da Vinci, che sotto volere del Duca Cesare Borgia ne disegnò uno schizzo. Superata dai tempi e dalle tecniche di guerra, anche Rocca Costanza conclude la sua vicenda “bellica”, forse proprio nel 1860 sotto le cannonate dei piemontesi. COMINCIA dopo il 1861, con l’avvento dell’unità d’Italia la sua tetra funzione di carcere e, attraverso due guerre mondiali, passa alle cronache della seconda metà del XX secolo. Appare ancora intatta alla fine della seconda guerra mondiale, dopo i bombardamenti aerei e navali e la dinamite dei tedeschi, all’arrivo del fronte di guerra nell’agosto del 1944, che hanno lasciato Pesaro in rovina. Gli anni Cinquanta del 1900 vedono una città ormai risorta dalle macerie, insieme ai segni di un certo sviluppo economico, turistico e culturale. Negli anni Sessanta ecco un’idea sino ad allora inimmaginabile: trasferire il carcere in altra sede e “restituire” la Rocca Costanza alla città. IL 16 GENNAIO del 1964 ne viene interessato l’allora ministro di Grazia e Giustizia, Oronzo Reale. La costruzione del nuovo carcere inizia nel luglio del 1981, quasi vent’anni dopo la proposta di ridare alla Rocca la sua vera identità. Dopo anni di proteste e di lamenti da parte dei cittadini e dei carcerati, nel 16 marzo del millenovecentottantanove la Rocca non è più carcere: “Costanza liberata, speranze per il suo futuro”. «L’importante è che la Rocca da prigione diventi nuovamente un luogo di libertà e il segno di un recupero ,di una vocazione turistica ancora più incisiva». Scrive così V. Ricci Mentre i ragazzi del tempo ricordano: «C’è da 500 anni ma per noi è come se fosse nata solo ieri”. Anna Brigidi classe II A “Gaudiano” Pesaro

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