Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

SAPEVATE che Jesi ha avuto un fortissimo sviluppo industriale? Ebbene sì, negli anni del primo Novecento Jesi veniva chiamata «La piccola Milano delle Marche» o «Manchester delle Marche». Noi lo abbiamo scoperto grazie alla visita alla cartiera Albanesi. Il complesso nasceva nel 1937 occupando i locali della filanda Perticaroli attiva dal 1873. Jesi, alla metà degli anni Trenta del Novecento, aveva ancora una fiorente attività industriale che aveva visto le origini nel secolo precedente. La città aveva destinato un’area alle manifatture già dal 1800; si trattava di un terreno della nobile famiglia Ripanti la vasta area, si trovava vicino «il Canale Pallavicino», a tutti gli jesini noto come il «Vallato». Era un corso d’acqua realizzato intorno al 1300 dai Benedettini per irrigare i campi e per alimentare i mulini. Partiva più a Nord e arrivava fino a Jesi, a ridosso della città, fin sotto le mura di Porta Valle e, grazie a quel canale artificiale, Jesi divenne uno dei poli più industrializzati delle Marche fino a tutti gli anni Cinquanta del Novecento. Tutto questo portò alla realizzazione della linea ferroviaria Ancona-Roma questo permetteva a Jesi di esportare la seta prodotta nella filanda Perticaroli e altri prodotti fatti nelle altre industrie della zona jesina a Roma. La cartiera riuscì a portare avanti la produzione durante tutti gli anni della Seconda Guerra mondiale, poi nel luglio del 1944 fu minata dai tedeschi in ritirata insieme a tante manifatture della città. La cartiera Albanesi poté conservare almeno l’edificio ma le macchine per la lavorazione degli stracci furono compromesse per sempre. Ai giorni d’oggi l’edificio è rinato e ha assunto una terza vita dopo essere stata filanda e successivamente cartiera ora è un’accademia dedicata alla fumettistica, alla scrittura, alla scultura e all’illustrazione. Insomma la funzione dell’edificio è cambiata completamente rispetto alle due precedenti. In questa accademia si svolgono dei corsi professionali dalla durata di tre anni proiettati al mondo del lavoro. Infatti il professore di fumettistica Fabrizio Pasini ha spiegato, durante la visita, che «la maggior parte degli alunni ha iniziato a lavorare in case editrici di fumetti non solo italiane, ma anche francesi e americane, che sono le maggiori in tutto il mondo, dopo appena uno o due anni». Ancora il talento di Jesi che viene esportato in Italia e nel mondo. Nicolò Barcaglioni e Samuele D’Andrade III C

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