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Gli alunni della Sanzio a scuola a Betlemme «Indietro nel tempo»

IL 26 dicembre e il 6 e 7 gennaio al noto presepe vivente di Potenza Picena partecipano dieci ragazzi dell’istituto comprensivo «Raffaello Sanzio» di Porto Potenza Picena: sono una classe di seconda media, sezione D, insieme a loro c’è la «proff» di lettere Alida Petrelli. Recitano nella scena numero 8, quella in cui c’è l’incontro di Gesù con i bambini. Dopo lo stop forzato dello scorso anno per via del terremoto, che ha causato la chiusura del convento dei Frati minori, quest’anno il presepe vivente (uno dei più importanti ed antichi delle Marche) è tornato come da tradizione nella vicina selva: i figuranti sono 160 in tutto, le scene sono 11 e ogni scena ha un arredo differente dagli altri, oltre 3mila sono le persone passate ogni pomeriggio a vederli (tra queste anche la nuova dirigente scolastica Federica Lautizi ed alcuni insegnanti della scuola), poi la cosa forte è che nelle altre scene c’è un altoparlante con le voci registrate, invece in questa si recita per davvero! I ragazzi impersonano se stessi: sono loro insieme alla solita insegnante della scuola Sanzio, ma il contesto è molto diverso, indossano abiti tipici dell’epoca, inoltre per l’occasione anche alcuni dei loro genitori e familiari si sono messi in gioco. «Siamo tornati indietro nel tempo», dice Giulio, «cantiamo ‘Shalom alejem’ tutti insieme!», grida Jenny, «guardate, ci sono gli agnellini veri!», esclama Viola. Christian, Natan e Riccardo durante la scena calciano una palla fatta di stracci, invece Maria Vittoria, che ha nove anni ed è la più piccola del gruppo, coccola una bambolina di pezza; le ragazze indossano il velo, alcuni maschi una specie di turbante. Si rincorrono, fanno casino, poi improvvisamente si bloccano perché un personaggio speciale si affaccia sulla scena: «Gesù, Gesù...» gridano, poi gli vanno incontro saltandogli allegramente addosso. L’avventura è iniziata una settimana prima, quando hanno svolto le prove della rappresentazione nella selva. In quell’occasione hanno visto il bosco per la prima volta: 10mila metri quadrati coperti di alberi. Poi di sera lo hanno riscoperto illuminato dalle luci piazzate dai volontari in tre mesi di lavoro. « Ci ha lavorato mio nonno – dice Alessandro – fa il presepe da trent’anni». «Isacco o Abramo? – chiede Tommaso – Com’è che mi devo chiamare?». «È tutto magico qui!», esclama Elisa. «Che bello essere un’altra persona e indossare questi costumi!», aggiunge Elvira. «Che buoni le frittelle ed il tè caldo che fanno qui al presepe!», si sente spesso ripetere. Che trionfo poi quando un gruppo di visitatori decide di fare un bell’applauso alla loro scena: ormai sono diventati proprio bravi, improvvisano pure. Ad un certo punto la stanchezza si fa sentire, dopo tre ore di esibizioni ripetute continuamente si spera che arrivi l’ultimo gruppo di visitatori, così si può andare a casa e finalmente ecco il momento: si affaccia il regista per ringraziare tutti e chiudere ufficialmente la scena. Quasi non sembra vero, un po’ dispiace. «L’anno prossimo ci torniamo», dice spontaneamente Michelangelo. «Sì, sì!», gli rispondono gli altri. Hanno scritto l’articolo: Elisa Carella, Riccardo Garbuglia, Tommaso Gaspari, Michelangelo Giustozzi, Christian Kwasnik, Elvira Matteucci, Natan Silenzi, Giulio Mori, Jenny Strappa. Classe II D scuola secondaria Sanzio di Porto Potenza Picena

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