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A lezione di pericoli in agguato sul web

GIOVANI ed internet: una coppia perfetta o due mondi incompatibili e forse, insieme, pericolosi? Gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Savoia ne sanno qualcosa dell’argomento. Ne hanno parlato col commissario della polizia postale di Ancona, Giovanni Bonomo, nell’ambito di un progetto contro il bullismo e il cyberbullismo realizzato in collaborazione con l’associazione Agende rosse, un movimento contro la mafia nato per volontà del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, che prende il nome dal colore dell’agenda sparita misteriosamente dopo la strage di via D’Amelio. NON È LA PRIMA volta che i ragazzi si trovano faccia a faccia con agenti della Polizia. Anche l’anno scorso sempre Agende rosse aveva proposto agli alunni attività coinvolgenti sul tema della legalità e aveva organizzato un incontro con poliziotti della sezione della Scientifica. Quest’anno gli alunni si sono ritrovati ad ascoltare il commissario che gli ha parlato dei pericoli che possono correre utilizzando inconsapevolmente i mezzi tecnologici a loro disposizione. L’incontro è iniziato con un breve ma significativo discorso della preside Maria Rita Fiordelmondo, che ha incitato i ragazzi a riflettere e ha posto loro una domanda: «Siamo noi a governare il web o è il web a governare noi?». Il discorso della preside si è concluso con un applauso da parte degli studenti. In seguito la dirigente ha passato la parola al commissario, che ha iniziato parlando ai ragazzi di internet. Ha spiegato loro come funziona e ha introdotto i vari tipi di social network, dicendo che alcuni possono essere potenzialmente pericolosi, come Youtube. Ha parlato dei vari tipi di applicazioni per scambiare messaggi istantanei come Whatsapp, Messenger, Viber, Kik e molti altri, e del bluethooth e di come veniva utilizzato prima delle precedenti applicazioni. Ha consigliato di non scrivere messaggi in forma anonima su siti come Ask e ha incoraggiato i ragazzi «a non fare online ciò che non farebbero mai offline. Purtroppo invece succede, pensando forse che sia un mondo virtuale dove non si pagano le conseguenze delle azioni. Ma non è così». Il commissario Bonomo (nella foto) ha raccontato ai ragazzi alcuni casi nei quali dei loro coetanei sono stati vittime del web. Tutto ciò che compare sui social condiziona la vita di noi adolescenti e ci induce molto spesso a cambiare rispetto a come siamo veramente, solo per imitare gli altri. Sofia Siquini, Giulia Corinaldesi e Sandra Kasikova - III C

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